Cultura, società - Intersezioni -  Paolo Cendon - 28/12/2020

Obbligo di vaccinazione, domande a caso …

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Se mi vaccino è sicuro che (a parte me stesso) scemerà o scomparirà la possibilità di infettare altri?

Al mondo abbiamo solo diritti o anche doveri?

E’ vero che in virtù dello ‘stato di necessità’ si può oggi vaccinare, senza passare per l’amministrazione di sostegno, anche uno che non è in grado esprimere il suo consenso?

Vengo prima io o vengono prima gli altri?

E’ più probabile che infetterò qualcuno se non sono vaccinato?

Solo se faccio il medico o l’infermiere ho discrete probabilità di infettare coloro a cui sto vicino?

Un bambino non vaccinato può contagiare più facilmente sua sorella, la sua bisnonna, i suoi compagni?

Il Covid è peggio o meglio del morbillo?

E’ giusto il tso per i “matti” furiosi che non vogliono curarsi?

I vaccini pfizer e moderna sono stati testati a sufficienza?

Conta più il rischio che il vaccino pfizer mi dia due giorni di disturbi oppure la probabilità che una volta vaccinato non potrò più nuocere ad altri?

Posso, se faccio il medico, non vaccinarmi e pretendere di continuare a fare il medico?

Lo Stato che non introduca l’obbligo di vaccinazione sarà responsabile verso le vittime del Covid che, se l’obbligo fosse esistito, non si sarebbero infettati?

I partiti devono pensare a se stessi o al bene dei cittadini?

La super riserva di legge di cui all’art.32 Cost per la salute va bene così com’è o è un po’ invecchiata dal 1948?