Giustizia civile - Impugnazioni -  Luca Leidi - 26/10/2020

Non debenza della multa per mancata notifica - GdP Milano sent.4097/20 dep.8/10/2020

La sentenza in esame conferma ancora una volta l’importanza della cartolina C.A.D. (acronimo indicante la "Comunicazione di Avvenuto Deposito") ai fini del perfezionamento della notifica ai sensi dell’art.140 cpc

Il Fatto

Il Comune notificava via posta una multa stradale ad un soggetto.

Tuttavia, come spesso accade durante la settimana, il Postino non poté consegnare la raccomandata poiché il destinatario non si trovava presso la propria abitazione.

Di talché, il Postino procedè a portare presso l’Ufficio Postale competente l’atto.

Trascorso del tempo senza che il destinatario della multa pagò, il Comune procedè con la notifica di ingiunzione di pagamento (applicando correttamente gli interessi di mora e le spese di notifica alla somma capitale della sanzione amministrativa per violazione del codice della strada).

Questo secondo atto fu notificato – e ricevuto – a mani del destinatario.

Tuttavia, quest’ultimo “denunciò” la mancata ricezione della sanzione amministrativa (primo atto) proponendo ricorso al Giudice di Pace di Milano.

Il Giudice di Pace meneghino, visionato il ricorso, sospese l’efficacia esecutiva dell’ingiunzione, fissò udienza per la comparizione delle parti ed ordinò al Comune il deposito di “copia del rapporto con gli atti relativi (…) alla notificazione della violazione”. In altre parole, domandò al Comune di fornire la prova della corretta notifica della sanzione amministrativa.

Il Comune si costituì e depositò solamente una cartolina (l’avviso di ricevimento), dalla quale risultava l’avvenuta spedizione della CAD, ma non produsse anche questa seconda cartolina.

La prova obbligatoria in capo al Comune

Il Comune deve provare la correttezza dell’iter relativo alla notificazione della sanzione amministrativa.

L’ingiunzione fiscale è atto amministrativo che cumula in sé le caratteristiche del titolo esecutivo e del precetto.

L’opposizione ad ingiunzione fiscale ex art.3 R.D. 639/1910 introduce un giudizio di accertamento negativo della pretesa fatta valere dalla Pubblica Amministrazione, con la conseguenza che (Cass14051/2006):

  • L’opponente assume la veste di attore solo in senso formale (ma non in senso sostanziale);
  • ne consegue che egli resta soggetto all’onere della mera allegazione e della dimostrazione di eventuali fatti impeditivi, modificativi o estintivi dell’obbligazione stessa;
  • L’Ente opposto, per contro, assume la qualità di attore in senso sostanziale, con correlativo onere di provare ed allegare tutti gli elementi dell’obbligazione tributaria, ivi compresa la notifica.

Solamente all’esito di tale dovere probatorio e di allegazione, l’Ente può proseguire con la propria richiesta.

Il mancato perfezionamento della notifica

La cartolina prodotta dal Comune non esaurisce gli adempimenti prescritti dalla Legge per una valida notifica nel caso specifico, ossia nell’ipotesi in cui il destinatario non si rilevi temporaneamente reperibile presso la di lui abitazione.

Si è detto, infatti, nel caso de quo il Postino verificò che il destinatario abitasse presso l’indirizzo della notifica ma non lo trovò, con conseguente applicazione dell’art.140 cpc.

In tali casi la Legge prescrive un dovere aggiuntivo di informazione all’Ufficio Postale: il Postino, una volta tornato all’Ufficio competente, avrebbe dovuto:

  • depositare il piego contente il verbale di infrazione presso l’Ufficio Postale competente;
  • dare notizia dell’avvenuto deposito al destinatario mediante un’ulteriore cartolina (appunto, la CAD), contente l’indicazione dell’avvenuta tentata notifica ed il consequenziale deposito presso l’Ufficio.

Ciò è indispensabile per assicurare la effettiva conoscibilità da parte del destinatario dell’avvenuto deposito dell’atto presso l’ufficio postale (c.d. “conoscenza legale”) e dunque garantito il di lui diritto di difesa (art.24 Cost.).

La norma di riferimento è l’art.8 L.890/82 (modificato dal DL 35/2005, conv. L.80/2005, a seguito di sentenza n.346/1998 Corte Costituzionale), la quale, in caso di mancato recapito per temporanea assenza, prevede l’obbligo per l’ufficiale postale di dare notizia, al destinatario medesimo, del compimento delle relative formalità e del deposito del piego presso l’ufficio postale con raccomandata con avviso di ricevimento (c.d.CAD).

Infatti, dall’invio di tale seconda comunicazione decorrono i canonici 10 giorni richiesti dalla Legge (art.140 c.p.c.) per il perfezionamento della notifica, non essendo sufficiente la mera menzione nell’avviso di ricevimento (multis: Cass. nn. 15154/16 e 5077/19) come nel caso de quo.

Mancando del tutto la cartolina attestante l’invio di comunicazione al destinatario (la CAD), o in ogni caso non avendo il Comune provato ed allegato la correttezza dell’iter della notificazione ai sensi di legge, tale notifica asseritamente effettuata in realtà si deve considerare come mai perfezionata e, come tale, inesistente o quantomeno nulla (cfr. Trib. Catania 378/2017)

Ne consegue l’estinzione della obbligazione pecuniaria, la decadenza della pretesa creditoria, la non debenza della sanzione e la nullità “derivata” della ingiunzione (atto successivo alla “mera” sanzione amministrativa).

L’esito

Nel caso de quo, dunque, il Comune non ha assolto il proprio onere della prova, poiché non risultò il deposito della cartolina CAD che, si è visto, consente di garantire:

  • al Comune, l’avvenuto perfezionamento della notifica;
  • al destinatario, l’esplicazione del proprio diritto di difesa-

Giusto insegnamento della Suprema Corte (n.19323/2009), per accertare la regolarità della notifica, deve essere depositato anche l’avviso di ricevimento della notifica eseguita ex art.140 cpc, con obbligo del Giudice di dichiararne la nullità qualora l’avviso non venga prodotto (cfr. Cass.6242/2017).

Il Giudice di Pace di Milano, preso atto di tale mancanza, accolse l’opposizione del destinatario della multa, e condannò il Comune alla rifusione delle spese di lite.