Cultura, società - Cultura, società -  Marco Faccioli - 17/01/2021

NEL POSTO SBAGLIATO AL MOMENTO SBAGLIATO

La vera notizia, a dirla tutta, è che in tempi di DAD (didattica a distanza) una cosa del genere non sia capitata prima ...ma procediamo con ordine. Tutto è accaduto nella celeberrima Urbino, laddove un docente della locale accademia di belle arti, durante una lezione in modalità DAD per l'appunto, non si è accorto di essere inquadrato mentre stava consumando un rapporto sessuale ...il tutto ovviamente davanti alla sua classe di studenti collegata da remoto. Alla più che legittima domanda su come sia stato possibile fare contemporaneamente entrambe le cose (tenere una lezione e sollazzarsi con il proprio partner), il diretto interessato (senza tirare in ballo, alla moda corrente, il fatto di essere stato frainteso o, peggio, di essere vittima di una infida strumentalizzazione) ha fornito la sua personalissima spiegazione dell'accaduto. In poche parole, il malcapitato professore, una volta finita la lezione, ha fatto partire un video didattico e, ritenendo di non essere più inquadrato dalla cam, si è lasciato travolgere dai bollenti spiriti (a tal punto bollenti da fargli optare non per la camera da letto, ma per la meno comoda, ma più a immediata portata di mano, scrivania). Purtroppo per lui la telecamera della videolezione era ancora accesa e stava riprendendo ogni cosa, rendendo gli studenti spettatori – loro malgrado (?) – della scena di sesso in diretta DAD. Come cantava De Andrè in Bocca di Rosa, “una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale, e come una freccia dall'arco scocca e vola veloce di bocca in bocca”, ed è così che il fattaccio è arrivato lesto lesto alle orecchie del direttore dell’Accademia di Belle Arti, a cui non è rimasto molto altro da fare che convocare il porno-docente ed accettare le di lui dimissioni. Di prammatica, è poi arrivato il comunicato del medesimo direttore: “Premesso che è un professore ottimo, anche molto seguito, vorrei dire amato, certamente rispettato dagli studenti, quel che è accaduto durante una sua lezione rappresenta un episodio molto grave nel contesto, ossia nell’ambito in cui ha avuto luogo, per cui la reazione della direzione non poteva essere diversa da quella che è stata”. L'ex docente e esibizionista a sua insaputa, non ha comunque rinunciato a far sentire per l'ultima volta la sua voce ai propri studenti: “Tutto pensavo tranne che potessi essere visto in diretta. – scrive nella sua accorata lettere di scuse – La persona che era con me non la vedevo da diversi mesi per colpa della pandemia. Una lontananza che pesava perché il nostro è un rapporto stabile. Sono mortificato perché una cosa di questo genere non mi era mai accaduta”. E così sono in molti di più ora a chiedersi quanto possa essere devastante la famigerata DAD, al centro di polemiche e critiche fin dalla sua adozione forzosa a causa del Covid. Purtroppo/per fortuna questa tipologia telematica di insegnamento, al cui utilizzo sono costretti molti docenti e discenti, a detta di alcuni può fare più danni di quanto si possa immaginare, soprattutto se non si è almeno un pò esperti d’informatica ...o, se vogliamo dirla tutta, se non si è un pochino scaltri da evitare di esternare a microfoni accesi o, peggio ancora, di farsi trovare urbi et orbi in situazioni drammaticamente sconvenienti ...e questo, invero, vale tanto per la vita reale che per quella virtuale. PS: per la cronaca, come spesso avviene da noi con le sigle, la DAD è già stata cambiata in DID (didattica integrata digitale) ...e naturalmente è la stessa cosa di prima.