Varie - Varie -  Marco Faccioli - 15/11/2020

MANIACI 2.0

L'avvento di Internet e degli smartphone ha cambiato (in meglio o in peggio ditelo Voi) la vita di molti, e tra questi rientrano anche i membri della categoria che orgogliosamente dà il titolo alla rubrica questa settimana. Come tanti, anche i vecchi habitué dell'apertura truffaldina e maligna dell'impermeabile a discapito di ignare vittime, sono passati in massa dal concreto al digitale, traslocando anima e corpo (ma soprattutto corpo) dalle semibuie strade di periferia ai comodi e, se usati con perizia e destrezza, sicuri strumenti messi a disposizione dalla Rete. Passiamo ora ad analizzare qualche dato, giusto per renderci conto del fenomeno. Riferisce una inchiesta del quotidiano britannico Daily Mail che nel Regno Unito più del 40 per cento delle donne tra i 25 e i 35 anni afferma di aver ricevuto un'immagine (non richiesta) di genitali maschili, ovviamente inviata via mail o, nella maggior parte dei casi, tramite un'applicazione di messaggistica. Con le nuove tecnologie infatti i metodi per commettere questo tipo di abusi sono in inarrestabile aumento e negli ultimi anni è nato un nuovo tipo di molestia (come se non bastassero quelli che già esistevano): il cyber flashing (che liberamente tradotto significa: “esibizionismo virtuale”). Questo ennesimo anglicismo, destinato a entrare a gamba tesa in quel che resta del nostro vituperato lessico, descrive quindi l'attività consistente nell’invio di immagini oscene a persone sconosciute attraverso servizi di messaggistica che utilizzano il bluetooth, oppure con AirDrop. Quest'ultimo è, per dirla in breve, uno strumento che permette di condividere contenuti all’istante con altri dispositivi Apple che si trovano nelle vicinanze, anche di persone sconosciute. Le impostazioni di default di AirDrop permettono a chiunque di inviare immagini in forma anonima e chi le riceve è costretto a visualizzarle in anteprima, prima di decidere se accettarle o meno. Le caratteristiche di funzionamento di un simile sistema si sono rivelate troppo ghiotte per l'orda di cyber-flasher perchè non ci si buttasse a pesce ...e infatti! Il sistema ha registrato una montagna di abusi, ed ecco spiegato come in strada, in un locale, o su un mezzo pubblico, l'esibizionista virtuale individua una o più signorine che lo aggradano, dopodiché verifica con il proprio AirDrop se anche le medesime hanno attivo lo stesso dispositivo ...e se sì, via! Avanti con l'invio del proprio personalissimo campionario fotografico. Questo tipo di molestia è molto inquietante perché l'esibizionista è sconosciuto, ma di certo si trova nelle vicinanze della vittima. Spesso questi episodi vengono minimizzati e le leggi in materia, a differenza dei molestatori, non riescono a tenere il passo con le innovazioni. Inoltre le aziende tecnologiche non fanno abbastanza per limitare funzioni che possono essere facilmente manipolate. Una soluzione comunque esiste: nelle “impostazioni” dell’iPhone selezionate “generali”, poi “AirDrop” e infine scegliete tra le opzioni dello stesso “ricezione non attiva” o “solo contatti” ...così i malintenzionati non vi troveranno mai.