Giustizia civile - Processo di cognizione -  Andrea Castiglioni - 24/08/2020

Le menzioni catastali come condizione dell'azione ex art. 2932 c.c. - Cass. 12654/2020

Le menzioni catastali sono un elemento che deve essere presente negli atti pubblici e scritture private autenticate che costituiscono, trasferiscono o estinguono diritti reali su fabbricati già esistenti (art. 29, comma 1 bis, L. 52/1985).

Allo stesso modo, le medesime menzioni sono condizione dell’azione di condanna in forma specifica di un contratto preliminare di compravendita ex art. 2932 c.c.. Per ottenere gli effetti di un contratto preliminare non adempiuto, e quindi per vedere accolta la domanda di esecuzione in forma specifica dell’obbligo a contrarre, s’impone l’onere di riportare le menzioni edilizie, urbanistiche e catastali (art. 46, D.P.R. 380/2001; art. 40, L. 47/1985).

Le dichiarazioni di coerenza catastale devono sussistere non già al momento della proposizione della domanda, ma al momento della decisione, dunque al momento finale. Esse non sono un presupposto dell'azione, ma una condizione, pertanto possono mancare nell’atto introduttivo, e possono essere allegate nel corso del processo, incluso il secondo grado, non essendo tale allegazione soggetta a decadenze istruttorie.

La loro mancanza, invece, non costituisce un vizio che compromette la validità della sentenza, la quale non può essere ritenuta nulla per error in iudicando e può comunque essere trascritta. Il vizio può essere censurato in sede di legittimità (art. 360, n. 3, c.p.c.), ma gli effetti di tale errore si esauriscono all'interno del processo e possono essere ricoperti dal giudicato. La S.C. osserva che la sentenza, benchè capace di trasferire un diritto reale così come avrebbe dovuto fare il contratto non stipulato, dopotutto resta sempre un atto processuale, e non può soggiacere alle previsioni di nullità di carattere civilistico, proprie della disciplina sulla validità degli atti negoziali. In questo modo si dà seguito a quell'orientamento giurisprudenziale - cui appartiene Cass. S.U. 8230/2019 - volto sì a contrastare l'abusivismo edilizio, ma non al punto da rendere incommerciabili tout court gli immobili compravenduti a causa di una riscontrata irregolarità.

Si riporta la massima.

In tema di contratto preliminare, la presenza delle menzioni catastali, ex art. 29, comma 1-bis, della l. n. 52 del 1985, rappresentando, al pari di quanto previsto per le menzioni edilizie ed urbanistiche, una condizione dell'azione ex art. 2932 c.c., deve sussistere al momento della decisione - la relativa produzione potendo intervenire anche in corso di causa, non incorrendo nelle ordinarie preclusioni - ed è richiesta anche per i giudizi già pendenti alla data di entrata in vigore dell'art. 29 cit.. Il mancato riscontro, da parte del giudice investito della domanda di adempimento del contratto in forma specifica, dell'esistenza di tali menzioni costituisce, pertanto, un "error in iudicando", i cui effetti si esauriscono, tuttavia, all'interno del processo e non integrano un vizio di contenuto-forma della sentenza, tale da determinarne la nullità ovvero la inidoneità ad essere trascritta.