Consumatori - Contratti, clausole abusive, vessatorie -  Laila Perciballi - 29/09/2020

Le fatture di energia stimate se non in linea con la media dei consumi sono illegittime ed il decreto ingiuntivo va revocato, parola del Tribunale di Roma, sent. 12981 del 28 settembre 2020

Con atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo notificato da S.E.N. S.P.A, l’utente chiedeva al Tribunale di respingere le richieste della società elettrica dopo aver accertato la non debenza delle somme  richieste  di  Euro 7.861.63 data l’inesistenza dei consumi e l’assenza del rapporto sostanziale sottostante la unilaterale (ed illegittima) fattura. Alla luce dei consumi storici di energia documentati dall’utente, il giudice disponeva la ctu che accertava che, i conguagli riportati nella fattura  oggetto  dell’ingiunzione non erano basati sui consumi reali ma sulla base di consumi stimati. Il ctu, inoltre, rilevava che non avendo a disposizione i dati reali delle letture del misuratore di energia elettrica non era possibile conoscere con esattezza i consumi e quindi i rapporti dare/avere fra le parti, ma era possibile tuttavia avere una stima dei consumi medi giornalieri e quindi una stima dei rapporti dare/avere fra le parti. In base a queste stime risulta che l’importo da pagare per il conguaglio riportato nella fattura  oggetto di ingiunzione non è di 8.096,46 € ma bensì 472 €. Ebbene, su queste basi, il  giudice  CAPILLI GIOVANNA , con Sentenza n. 12981/2020 pubbl. il 25/09/2020  del 28/09/2020 revocava  il decreto ingiuntivo e condannava la società elettrica al pagamento delle spese legali.