Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 09/01/2021

Le convenzioni tra comuni e OdV sono esenti dalle imposte di bollo e di registro – Ag. En. 22/2021

comune ha interpellato l’Agenzia delle Entrate per conoscere il trattamento fiscale da riconoscere ad una convenzione stipulata con un ente religioso, iscritto all’albo regionale quale organizzazione di volontariato, relativa all’accesso ai contributi derivanti dalla destinazione dell’otto per cento degli oneri di urbanizzazione secondaria introitati dal comune, in ossequio ad una previsione normativa regionale.

La convenzione prevede che tutte le spese e le imposte per la stipula e la registrazione della convenzione medesima devono essere a carico dell’associazione di volontariato.

Quest’ultima, in ossequio alla previsione contenuta nell’art. 82, d. lgs. n. 117/2017, ha ribadito che trattandosi di OdV, essa non é tenuta al pagamento né dell’imposta di bollo né dell’imposta di registro.

Con la risposta dell’8 gennaio 2021, n. 22, l’Agenzia delle Entrate ha:

-) richiamato la circolare n. 38 del 1 agosto 2011, emanata in vigenza della legge n. 266/1991, che stabiliva che gli atti connessi allo svolgimento delle attività delle OdV sono esenti dalle imposte di cui sopra;

-) richiamato l’art. 26 comma 1 DL 3 agosto 2018 n. 105 in cui si stabilisce espressamente che "gli atti costitutivi e quelli connessi allo svolgimento delle attività delle organizzazioni di volontariato sono esenti dall'imposta di registro";

-) richiamato la risoluzione 21 dicembre 2017, n. 157/E, con la quale sono stati forniti chiarimenti in ordine all’applicazione delle agevolazioni fiscali in materia di imposta di bollo e di registro agli ETS;

-) ribadito che le convenzioni sottoscritte dalle OdV, in quanto documenti rientranti nella previsione di cui all’art. 82, comma 5, Codice del Terzo settore, godono dell’esenzione dall’imposta di bollo;

-) ritenuto che trattandosi di una convenzione funzionale a realizzare gli scopi statuari dell’organizzazione essa possa beneficiare anche dell’esenzione dall’imposta di registro di cui all’art. 82, comma 3, Codice del Terzo settore.

Con la risposta de qua, l’Agenzia delle Entrate conferma il collegamento funzionale tra attività svolte e finalità perseguite. E’ quanto aveva previsto l’art. 4, comma 1, lett. b) della legge delega n. 106/2016, laddove stabiliva la necessaria finalizzazione delle attività di interesse generale rispetto al perseguimento degli scopi civici, solidaristici e di utilità sociale previsti dalla medesima legge per l’azione degli enti del terzo settore.

In quest’ottica, i documenti, tra i quali rientrano a pieno titolo le convenzioni sottoscritte con gli enti locali, devono dunque poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dal Codice del Terzo settore.

Dette agevolazioni sono riconosciute in capo ad una specifica tipologia di enti del terzo settore, segnatamente, le organizzazioni di volontariato, affinché esse possano essere messe nelle condizioni migliori di realizzare le proprie finalità istituzionali

Si può dunque affermare che il Fisco riconosca la peculiare soggettività giuridica e le finalità perseguite dagli ETS? Sì: l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto di declinare operativamente il principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 u.c. Cost., che dispone quanto segue: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”.

Nel caso di specie, lo Stato riconosce appunto che le organizzazioni di volontariato, espressione dell’autonoma iniziative dei cittadini, impegnate nello svolgimento di attività di interesse generale, siano valorizzate anche attraverso il riconoscimento di talune agevolazioni fiscali, ritenute meritorie proprio in quanto di supporto alla realizzazione di finalità di pubblico interesse.