Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 16/12/2020

Le assunzioni del personale nelle società in house: competente il g.o. – Tar Lazio 13108/2020

Una società in house pubblicava un avviso con il quale comunicava l’avvio di una selezione esterna per la formazione di quattro graduatorie per l’assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato di n. 100 persone.

L’iter di selezione si articolava in una prima fase di verifica della regolarità delle domande ai fini dell’ammissione dei candidati, di una fase successiva di elaborazione delle graduatorie secondo i punteggi conseguiti sulla base dei titoli posseduti e di una prova finale di guida. A quest’ultima avrebbero avuto accesso i soli candidati utilmente collocati nelle graduatorie secondo il numero di posti disponibili per ciascun ambito individuato.

In un momento successivo, a seguito di alcune anomalie riscontate, la società, in autotutela revocava la procedura, per poi predisporne un’altra.

Il Tar adito ha ritenuto che il caso di specie non riguardasse la giurisdizione del giudice amministrativo, trattandosi di controversia la cui giurisdizione appartiene al giudice ordinario Sez. Lavoro. In questo senso, i giudici amministrativi hanno segnalato quanto segue:

-) la procedura non è un concorso pubblico, come erroneamente indicato nel ricorso, ma una selezione per assunzioni una società a controllo pubblico;

-) nella società house providing, le procedure seguite per l’assunzione del personale dipendente sono sottoposte alla giurisdizione del giudice ordinario, e non del giudice amministrativo, in quanto alla scelta del modello privatistico per il perseguimento delle finalità di tali società consegue l’esclusione dell’obbligo di adottare il regime del pubblico concorso per il reclutamento dei dipendenti;

-) alla società in house della Regione in questione non sono stati affidati poteri autoritativi con la conseguenza che anche la “revoca” della selezione va inquadrata nell’esercizio di poteri paritetici;

-) che il Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, in una controversia riguardante la medesima selezione di quella oggetto del presente giudizio, ha affermato la sua competenza.

Come in altri casi, anche la sentenza de qua conferma che la disciplina riguardante le società in house rimane ancorata al diritto comune. Nonostante il peculiare modello organizzativo delle società in parola, che le considera strumenti societari e gestionali “immanenti” alla pubblica amministrazione per realizzare finalità istituzionali di queste ultime, il profilo privatistico prevale, fino a ricomprendere anche la selezione del personale.