Cultura, società - Cultura, società -  Maria Beatrice Maranò - 31/03/2020

La poesia come viatico contro il Covid-19 ( capitolo sesto).

Carissimi lettori di “ Persona e danno” e cari amici, oggi,  il mio scritto anti coronavirus,  trae ispirazione da due pensieri “ riccardiani” regalo di due amici di nome “Riccardo". Il primo è un dono del professor Riccardo Pagano, ordinario di Pedagogia Generale presso l’Ateneo barese e Direttore del Dipartimento Jonico Universitario, ed il secondo del Dott Riccardo Alessandrino, magistrato in quiescenza, già Presidente della sez distaccata di Taranto della Corte d’Appello di Lecce. “Cara Beatrice l'alba la dobbiamo vedere nel presente e non dobbiamo aspettarla( Riccardo Pagano)...”Io cito da un volumetto di Paolo Giordano: "i virus non hanno intelligenza, ma sono più abili di noi. Sanno mutare in fretta, adattarsi. Ci conviene imparare da loro. " ( Riccardo Alessandrino)...Questi due pensieri uniti a quello di Charlotte Brontë (scomparsa proprio oggi nel 1855), in “Jane Eyre” : "la vita mi sembra troppo breve per trascorrerla coltivando risentimenti e prendendo nota dei torti subiti. In questo mondo siamo tutti, e non possiamo non esserlo, carichi di colpe.", sono il pretesto per una riflessione:  allo stato dell’arte è inutile aspettare l’alba nel domani, ma conviene, come il virus,  mutare da subito le nostre vite, adattandoci al cambiamento; E cominciare dalle piccole cose, senza essere retorici, ritrovare nella semplicità, il miracolo della serenità. Tutti facciamo degli errori ma rendersene conto e continuare per la strada intrapresa è l’errore più grande. Sforziamoci di trovare in questa nuova situazione gli aspetti positivi. Da avvocato familiarista, con la sez di Taranto dell’Osservatorio Nazionale sul diritto di famiglia, insieme al comparto nazionale, stiamo ricevendo molte segnalazioni di disagio all’interno delle famiglie. Cerchiamo anche come operatori, di non alimentare fuochi ma di spegnerli e cerchiamo  di convertire le nostre esperienze in competenze alternative: impariamo a passare un’aspirapolvere, a giocare a Monopoli, o a scacchi, a guardare vecchi film, a leggere libri di poesie, a cucinare, impastare, chiacchierare per telefono, tralasciando la comunicazione fredda imposta dalla messaggistica. L'almanacco di domani 1^ aprile ci propone Edmond Rostand  poeta e drammaturgo francese, autore del capolavoro Cyrano de Bergerac, nato proprio il primo giorno di aprile nel 1868 a Marsiglia. Il 28 dicembre del 1897, fu messa in scena la prima rappresentazione del Cyrano de Bergerac al Théâtre de la Porte-Sain-Martin di Parigi. Il protagonista è un famoso spadaccino dal prorompente naso che si innamora della cugina Rossana la quale  però amava il bel Cristiano. Le storie di questi tre personaggi si intrecciano e  richiamano  tracce del tema tanto cavalleresco che amoroso. Cyrano e Cristiano, sono due facce della stessa medaglia. Il primo, brutto per il suo naso deforme ma con una intelligenza acuta e brillante, il secondo privo di spirito poetico ma dotato di un’incredibile bellezza. Il protagonista diviene esempio di un eroe che non si piega alle convenzioni sociali e alla mediocrità del suo tempo e  vive la sua esistenza con rigore morale e coerenza.Opera dai tratti romantici come quelle di Victor Hugo, ma contornata da uno sfondo storico, Cyrano de Bergerac fu determinante per far eleggere Rostand membro dell’Académie française e  per insignirlo della Legion d’onore.“Un baiser, mais à tout prendre, qu’est-ce? Un serment fait d’un peu plus près, une promesse,/ Plus précise, un aveu qui se veut confirmer, / Un point rose qu’on met sur l’i du verbe aimer; /C’est un secret qui prend la bouche pour oreille, / Un instant d’infini qui fait un bruit d’abeille, / Une communion ayant un goût de fleur,/ Une façon d’un peu se respirer le coeur, / Et d’un peu se goûter, au bord des lèvres, l’âme! ( Edmond Rostand)”...Un baiser ..“Un giuramento fatto un poco più da presso, / un più preciso patto, / una confessione che sigillar si vuole, / un apostrofo roseo / messo tra le parole/ t’amo; un segreto detto sulla bocca, / un istante d’infinito/ che ha il fruscio di un’ape tra le piante, / una comunione che ha gusto di fiore, /  un mezzo di poteri respirare un po’ il cuore / e assaporarsi l’anima a fior di labbra”…Un bacio....Di ció voglio farvi dono, oggi, di un bacio, mi direte che è “virtuale” e dobbiamo attendere di baciarci di nuovo, in modo reale. Ma proviamo a socchiudere e poi a chiudere gli occhi, lentamente, ci baceremo tutti e tra realtà ed immaginazione di dicotomia, ne rimarrà poca. In fondo come scriveva  Rene' Descartes ( italianizzato il Renato Cartesio)  nato oggi nel 1596: “Ego cogito ergo sum": a parte i nostri pensieri non c'e nulla che sia davvero in nostro potere" ...ed il miracolo più grande che possiamo compiere, senza aspettare l’alba, è accogliere le nostra fragilità, e smettere di crederci “ onnipotenti”...!