Cultura, società - Cultura, società -  Maria Beatrice Maranò - 28/03/2020

La poesia come viatico contro il Covid-19 (capitolo quarto).

La poetessa anti covid  di oggi è Amelia Rosselli, nata il 28 marzo del 1930 a Parigi. Nel 1940, quando era ancora una bambina, fu costretta a fuggire dalla Francia in seguito all'assassinio, compiuto dalle milizie fasciste, del padre e dello zio Nello,  teorici del socialismo liberale, voluto da Benito Mussolini e da Galeazzo Ciano. Il duplice omicidio la traumatizzó e la sconvolse talmente tanto, dal punto di vista psicologico, che questo tormento interiore, unito alla passione per la musica e la poesia, rappresentó una miscellanea per la sua poetica. Amelia era ossessionata  dall’idea di essere seguita dai servizi segreti con lo scopo di ucciderla. La  poesia è nello stesso tempo cassa di risonanza del suo tormento interiore ma anche fonte di sostegno e consolazione per lenire la sofferenza per ció che la vita non le riesce ad offrire, dopo averlo chiesto invano a se stessa.  “Imprendibile come le ali della libellula”, come la definisce Laura Barile, in “Nottetempo, 2014”, la poesia di Amelia si caratterizza per un “dire obliquo” sfuggente, misterioso con codici spesso difficili da decifrare e poco rassicuranti.

Ho scelto questa poesia : “ Se non è noia e amore”, evocata da una noia che traspare dentro l’animo di molti in questo periodo per essere costretti ad un isolamento casalingo che, aggiungo io, abbiamo la fortuna  di poter vivere, in alternativa ad un quotidiano in trincea vissuto da tanti.

“Se non è noia è amore. L’intero mondo carpiva da me i suoi sensi cari. Se per la notte che mi porta il tuo oblio io dimentico di frenarmi, se per le tue evanescenti braccia io cerco un’altra foresta, un parco, o una avventura: se per le strade che conducono al paradiso io perdo la tua bellezza: se per i canili ed i vescovadi del prato della grande città io cerco la tua ombra: se per tutto questo io cerco ancora e ancora: non è per la tua fierezza, non è per la mia povertà:  è per il tuo sorriso obliquo è per la tua maniera di amare. Entro della grande città cadevano oblique ancora e ancora le maniere di amare le delusioni amare”.

Fin dall’attacco, la definizione dell’amore appare originale, diversa, e scambiata di posto. La poesia si rivolge al “tu” e in ciò allaccia un rapporto, che tuttavia perviene sempre a marcare le distanze; originale la rima equivoca tra “amare” verbo e “amare” aggettivo che mette all’incontro un sigillo chiaramente ossimorico.

Abbiamo in questi giorni l’opportunità di trasformare la noia in amore per noi stessi, per  i componenti della nostra famiglia più fragili e in amore verso tutti coloro che in questa emergenza si stanno spendendo tantissimo, in prima linea e combattendo sul campo,...non perdiamola!