Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 21/02/2021

La legge che non c'è ancora, approviamola presto

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Ieri a Treviso un padre ha strangolato il proprio figlioletto di due anni e poi si è ucciso tagliandosi la carotide.

Il motivo – come l’uomo ha spiegato in una lettera/testamento – è che il figlio era autistico:

“Cosa farà  da grande quando io e mia moglie non ci saremo più?”. 

La moglie lavorava in un’azienda di servizi e, avvertita da alcuni vicini, li ha trovati così.

Il diritto privato non può fare miracoli, penso però che se riuscissimo ad approvare in fretta il testo – già messo a punto qualche tempo fa, nell’ambito di “Diritti in movimento” -  sul PROGETTO ESISTENZIALE DI VITA, ebbene, ecco  introdurremmo in Italia un micro-deterrente a tragedie del genere.

Un documento cioè in cui sia raccolta l’essenza di ciò che una persona con delle ombre psichiatrico-neurologico-cognitive è, preferisce fare, vorrebbe avere o diventare, di ciò che quell’essere paventa, desidera, cerca, ama, vorrebbe coltivare, invoca, chiama, sogna …

giorno per giorno,

accanto a sé,

al  caldo e al freddo,

d’estate e d’inverno,

al mare e in montagna,

nei giorni feriali e in quelli festivi, di dolce di amaro,

di solido e di liquido,

di bianco o di nero,

di femminile o maschile,

di spigoloso o di spugnoso,

di mattina e di pomeriggio.

Una legge non è una bacchetta magica, certo, è però sempre un segnale,

suggella e sancisce il fatto che il popolo italiano si è espresso ufficialmente in un certo senso:

- scandisce un orizzonte culturale e psicologico, indica una strada di lavoro,

- batte sulla spalla, sussurra all’orecchio,

- invita alla speranza, spinge a sorridere,

- fornisce strumenti, opportunità, punti di non ritorno, vessilli, ragioni pratiche, linee di battaglia, basi per risarcimenti, azioni esecutive, contestazioni, incalzamenti.