Varie - Varie -  Marco Faccioli - 25/10/2020

L'analisi dei sentimenti

Sono in molti ad essere convinti che il 2020 sia il peggior anno di sempre, parola di “edonometro”. Detto strumento è nulla più che un sofisticatissimo sistema informatizzato per valutare la nostra felicità e la nostra disperazione. L’edonometro, situato sulla rete di computer dell’università del Vermont (USA), lavora infaticabile notte e giorno per raccogliere e analizzare all'incirca cinquanta milioni di tweet ogni 24 ore. Perchè lo fa? Semplice: per effettuare una lettura in tempo reale dell’umore dell’opinione pubblica. A sentire l’edonometro, tornando al discorso di prima, il 2020 è di gran lunga l’anno peggiore vissuto dalle persone a far data dal 2008, ovvero da quando lo stesso ha iniziato a macinare dati su dati pescando a campione i commenti degli utenti sui social media. All’inizio di marzo di quest'anno è stato raggiunto un importante record negativo (stiamo sempre parlando di umore collettivo) coincidente con l’esplosione della pandemia di Covid, record che tuttavia è stato stracciato (per usare un termine molto in voga) a maggio, dopo il clamore mediatico dell’assassinio di George Floyd. Per concepire e realizzare l'edonometro, l’informatico Chris Danforth ha dovuto ingegnarsi nell'insegnare a una macchina a percepire le emozioni umane dietro ai post e ai tweet di milioni di navigatori. Questo processo, chiamato con il termine sibillino di “analisi del sentimento”, ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, trovando molteplici applicazioni in diversi settori. I ricercatori analizzano i sentimenti umani per valutare l’andamento dell’opinione pubblica sugli argomenti più disparati: dal cambiamento climatico alle intenzioni di voto per le prossime elezioni, mentre le aziende sondano l’umore dei consumatori per capirne in anticipo le intenzioni di acquisto. Analizzare i sentimenti potrebbe inoltre rivelarsi molto utile in campo medico, per esempio identificando le persone affette da depressione e bisognose d’aiuto ed intervenire prontamente sulle stesse. “Nelle scienze sociali tendiamo a misurare elementi semplici, come le abitudini della gente – spiega Danforth – ma la felicità o lo scontento sono dati molto difficili da misurare”. Ma come funziona, esattamente, l'edonometro? L'idea che nell’analisi dei sentimenti sia possibile insegnare al computer a capire ciò che gli umani scrivono è pura fantasia, poichè gli informatici non sono (ancora) in grado di farlo. La comprensione del linguaggio umano è infatti uno dei problemi più complessi per l’intelligenza artificiale, la quale, sebbene non riesca a capire il significato di un testo scritto dall'uomo, riesce tuttavia a captare nello stesso i segnali emotivi dalle singole parole. “Il primo approccio dell’analisi dei sentimenti – continua Danforth – è basato sul conteggio delle parole. Il computer conta il numero di parole “positive” e sottrae il numero di parole “negative”: il termine “eccellente”, per esempio, veicola un sentimento più intenso rispetto a “buono”. La positività o meno delle parole è solitamente stabilita da esperti in carne e ossa, e ha un ruolo nella creazione dei dizionari lexicon, quelli che trasformano le parole in emoticon (e viceversa) e sono molto usati nell’analisi dei sentimenti”. Occhio quindi a quanto twittiamo ...l'edonometro ci sta esaminando.