Amministrazione di sostegno - Amministrazione di sostegno -  Redazione P&D - 07/07/2017

In tema di decreto impugnabile ai sensi dell'art. 720 bis c.p.c - Cass. Civ. n. 14158/17

Quanto statuito in cass. civ. n. 14158/17 si colloca sulla scia di quanto già affermato in cass. civ. 18634/12: il decreto cui si riferisce il secondo comma dell'art. 720 bis c.p.c. è assimilabile alle sentenze con cui viene dichiarata l'interdizione o l'inabilitazione.

In genere i decreti sono motivati solo quando ciò sia prescritto dalla legge - art. 135 c.p.c. - e quelli pronunciati in camera di consiglio - art. 737 ss c.p.c. -, oltre ad essere motivati, hanno efficacia solo decorsi i termini per proporre reclamo - art. 741 c.p.c. -.

La decisione della Corte d'appello, anch'essa resa sotto forma di decreto, che andrà a sostituire quella soggetta a reclamo, esplicita l'art. 720 bis co. 3, sarà, a sua volta, assogettabile al giudizio della Cassazione.

Tale caratteristica, la si deve al legislatore del 2004 che ha così predisposto un ulteriore garanzia, ritenuta necessaria, rispetto a quelle già previste dall'art. 739 c.p.c., per l'impugnazione di un provvedimento decisorio.

La pronuncia d'ufficio di principio di diritto nell'interesse della legge ai sensi dell'art. 363 n. 3 è stata resa in ipotesi nella quale, peraltro, l'apertura dell'amministrazione era avvenuta assecondando la scelta del soggetto ai sensi dell'art. 408 c.c., era eziologicamente collegata a direttive di scelta in campo sanitario ed il reclamo era stato esperito unicamente a causa della mancata autorizzazione a far rispettare, in relazione a queste, la volontà del beneficiario. Il reclamo era stato, d'altra parte, dichiarato inammissibile dalla Corte d'Appello per ritenuta incompetenza.

Nella specie si trattava della possibilità, per l'AdS, di negare il consenso alle emotrasfusioni legate alla sfera religiosa dell'interessato.

La situazione giuridica in questione, assume, nella decisione esaminata, il rango di diritto personalissimo e, dunque, ogni provvedimento destinato ad incidervi, possiede in re ipsa una “dimensione decisoria”.

Il principio stabilito, pertanto, è che “nei procedimenti in materia di AdS è ammesso il reclamo alla Corte d'Appello, ai sensi dell'art. 720 bis co.2 c.p.c., avverso il provvedimento con cui il GT si sia pronunciato sulla domanda di autorizzazione – proposta in sede di apertura di AdS o in un momento successivo – ad esprimere in nome e per conto dell'amministrato il consenso o il rifiuto alle terapie mediche avendo il provvedimento natura decisoria in quanto incidente su diritti soggettivi personalissimi”.