Diritto tributario - Riscossione -  Laila Perciballi - 30/07/2020

Illegittimità delle ipoteche senza la preventiva comunicazione prevista dall'art 77 DPR. 29 settembre 1973 n. 602 - Corte di Cassazione, Ordinanza n. 4434/2020 del 20 febbraio 2020

Con la ordinanza in commento, la Suprema Corte di Cassazione ha ribadito un principio di diritto ormai consolidato nel tempo a norma del quale, in tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione Finanziaria prima di iscrivere ipoteca su beni immobili ai sensi dell’art. 77 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 (nella formulazione vigente ratione temporis), deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo   al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo , quello previsto dall’art. 77, comma 2 bis, del medesimo d.P.R., come introdotto dal d.l. 14 maggio 2011, n. 70 conv. con modificazioni dalla legge 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni – per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti Fondamentali dell’Unione Europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca, l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale di illegittimità.