Amministrazione di sostegno - Aspetti processuali, impugnative -  Redazione P&D - 07/07/2020

Il reclamo in materia di Amministrazione di Sostegno - Vincenzo Luca Messina

Profili  processuali -Necessità di autorizzazione del G.T di avvalersi della forza pubblica-
Legittimazione – Capacità processuale ADS
Nota a Ordinanza  del Tribunale di Crotone   del 18 febbraio 2020
Pres Angiuli- Rel De Pasquale

La pronuncia in esame riveste particolare interesse sotto diversi profili di natura processuale.
L’ordinanza in commento, si inserisce all’interno di una articolata vicenda processuale in materia di nomina di amministratore di sostegno a favore di due sorelle inabili, con preferenza di un terzo professionista in luogo dei ricorrenti parenti in secondo grado.
In questa sede, ci soffermeremo su alcuni profili processuali, trattati dal Collegio nella fase di reclamo, avverso un decreto del Giudice tutelare in materia di ricovero della beneficiaria della misura di protezione, in un struttura protetta, contro la volontà del destinatario della misura.
La vicenda, si concludeva, nel merito, con la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, stante gli intervenuti interventi sanitari in regime di day hospital e non di ricovero ordinario e permanente. “Fondata appare, invece, la censura sollevata dai reclamanti in ordine al citato decreto nella parte in cui deferisce all’a.d.s. anche il potere di avvalersi - sebbene solo in caso di gravissima necessità e pur sempre nel rispetto della dignità e della libertà della beneficiaria - della forza pubblica. Per quanto sopra esposto, infatti, il consenso alle cure deve essere pur sempre prestato dall’a.d.s. tenendo conto della volontà del beneficiario; di conseguenza, non appare del tutto aderente a tale principio l’autorizzazione preventiva conferita dal G.T. all’a.d.s. di avvalersi, se necessario, della forza pubblica. Deve invece ritenersi che in  caso di  contrasto  con il 
beneficiario, l’a.d.s. debba investire nuovamente il G.T., come del resto previsto dall’art. 410, 
comma 2, c.c.””
Circa il piano processuale, esposto in questa sede: in primo luogo, si eccepiva preliminarmente che il Giudice tutelare, prima di decidere in ordine all’istanza di sostituzione dell’ADS, non avesse fissato rituale udienza ai sensi dell’art. 413 c.c. , al fine di acquisire le necessarie informazioni e compiere l’opportuna istruttoria.
In secondo luogo, si eccepiva il difetto di legittimazione processuale dell’ADS, professionista- avvocato, fondandola sulla mancata autorizzazione del Giudice Tutelare a costituirsi in giudizio, il detto provvedimento, infatti, costituisce una condizione dello stesso poter di agire e contraddire, con la conseguente nullità rilevabile d’ufficio circa la sua omissione.
Infine, veniva contestato il difetto di capacità di resistere in giudizio della costituita A.D.S. ex art. 412, comma 1: Gli atti compiuti dall'amministratore di sostegno in violazione di disposizioni di legge, od in eccesso rispetto all'oggetto dell'incarico o ai poteri conferitigli dal giudice, possono essere annullati su istanza dell'amministratore di sostegno, del pubblico ministero, del beneficiario o dei suoi eredi ed aventi causa.
Circa il primo punto, il Collegio aderiva alla formulata eccezione di rito, ritenendo doveroso in capo al G.T procedere, in caso di motivata istanza di sostituzione dell’ausiliare del Giudice-ADS, alla fissazione di udienza di comparizione ed esame della beneficiata, attività svolte in sede di reclamo, e nella ricostruzione del Tribunale, con opzione condivisibile, sanante, per il principio di conversione dell’impugnazione, i vizi del contradditorio maturati in sede di giudizio di prime cure.
Sul secondo punto, il Collegio così concludeva: “va disattesa la sollevata eccezione di difetto di legittimazione processuale e di difetto di capacità di resistere in giudizio dell’a.d.s 
in assenza di autorizzazione del G.T., osservandosi che nel presente procedimento 
l’a.d.s. (che non è parte necessaria del giudizio) è intervenuta al solo scopo di fornire 
informazioni utili ai fini del decidere, per sua espressa manifestazione di volontà; peraltro, la 
stessa è intervenuta in qualità di a.d.s. senza l’assistenza di un difensore, proprio in quanto non 
ha la funzione di parte processuale, con la conseguenza che non era necessaria alcuna 
autorizzazione del G.T., in quanto non si sarebbe costituita nell’interesse della beneficianda.”
La soluzione fornita dal Collegio alla seconda questione desta più di una perplessità.
Procedendo partitamente, non risulta condivisibile la motivazione addotta dal Tribunale, ove ritiene legittima la costituzione in giudizio dell’amministratore di sostegno in assenza di autorizzazione del G.T, , ancorata nella ricostruzione qui avversata alla manifestazione di volontà dello stesso ADS di fornire informazioni al Tribunale per decidere la controversia, ancorché si consideri che lo stesso ADS ha dedotto analiticamente: “che essa a.d.s. si era sin da subito prodigata nell’interesse della beneficiaria; che in particolare la richiesta (accolta con il decreto del G.T.) di sottoporre la …ad un check-up completo finalizzato a conoscere il suo stato di salute, era stata la conseguenza del malessere riferitole dalla stessa beneficiaria”,  
Firmato Da: ANGIULI ALESSANDRA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 1da2b992a4460751b0e99e04894cfcb - Firmato Da: DE PASQUALE ILARIA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 18fb9225a5d75a1c48f75700c5a22a05.. e prendendo posizione: “  che pertanto nella specie nessuna forma di coartazione era stata operata in danno della beneficiari.”
Orbene, se condivisa la decisione del tribunale di Crotone, e condotta all’estreme conseguenze, condurrebbe alla conclusione di attribuire alle parti processuali la facoltà di qualificazione  della propria presenza nel processo, dando ingresso ad una quarta figura non contemplata- oltre attore, convenuto, interveniente nel processo, ovvero un soggetto che interviene nel processo allo scopo di chiarire i fatti.
Inoltre, l’argomento circa l’intervento dell’ADS, che riveste la qualifica di avvocato,  nel processo, in assenza di difensore appare un’argomentazione a favore della tesi qui sostenuta,  non viceversa a sostegno della decisione sul punto,  come argomentato nell’ordinanza in commento, se si consideri che sono i medesimi giudici tutelari a investire del mandato gli ADS, avvocati, e ciò in considerazione del carattere fondamentalmente gratuito dell’incarico e dello spirito della legge  volta a non gravare la procedura di ulteriori spese.