Internet, nuove tecnologie - Generalità, varie -  Bianchi Deborah - 10/09/2012

IL FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO LO PAGA IL CITTADINO- Deborah BIANCHI

Il fascicolo sanitario elettronico espressione della digitalizzazione della sanità e inevitabile conseguenza della telemedicina deve pagarlo il cittadino. Queste le parole dell'assessorato regionale toscano riguardo al contributo di 10 euro imposto a tutti i cittadini compresi gli esenti: «Il contributo di 10 euro non è legato al ritiro o meno del cd con i risultati digitalizzati. La digitalizzazione avviene a prescindere, indipendentemente dal fatto se poi il cittadino vuole o meno il cd. Il contributo sulla digitalizzazione non si inquadra come contributo alla consegna del cd bensì come contributo sulla digitalizzazione delle procedure di diagnostica per immagini e si inserisce nel programma regionale di miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini nel campo della radiodiagnostica che ha come obiettivo la massima fruibilità delle immagini mediante la messa in rete, a regime, dell'intero sistema degli erogatori. Il fascicolo sanitario deve essere attivato dal cittadino».

Il Tribunale del malato non capisce questa posizione della Regione Toscana una delle esperienze virtuose nella sanità regionale.
«Il contributo di 10 euro per il ritiro del referto di esami con immagini è particolarmente iniquo – dice Domenico Gioffrè responsabile di Cittadinanzattiva/Tribunale per i diritti del malato della regione Toscana -. Colpisce tutti qualunque sia il reddito, salvo alcune categorie protette. Non si può chiedere persino questo, non trattandosi nemmeno di prestazione sanitaria vera e propria, tanto che il suo inserimento nella delibera n. 753 del 10 agosto 2012 risulta incoerente con lo stesso provvedimento che rimodula i livelli di compartecipazione ai costi delle prestazioni sanitarie. Pagare la digitalizzazione degli esami con immagini equivale a portare il gesso a scuola, altrimenti non si può far lezione. Siamo davvero arrivati a questo punto?». Cittadinanzattiva allarga però la valutazione all"intera manovra sanitaria regionale. «Anche se la Regione Toscana, diversamente da altre Regioni che non hanno fatto differenze di reddito, ha cercato di rapportare i ticket alle potenzialità economiche dei contribuenti, con i nuovi ticket sanitari, siamo al limite del sistema di protezione sociale - aggiunge Gioffrè -. Occorre fissare un limite non più valicabile. Con i nuovi ticket, per i redditi appena superiori a 36.151,98 euro, 46 euro complessivi (26 del precedente ticket, 10 di ticket attuale e 10 per il referto digitalizzato) per una risonanza magnetica o una Tac diventano insostenibili. Attenzione il riferimento è al reddito lordo. Non quello reale che entra nelle tasche dei cittadini. Inoltre, per alcuni esami il costo delle prestazioni è superiore a quello che, senza dover attendere, offrono le strutture private. Tutto ciò comporta il duplice rischio di arrecare un danno economico al sistema sanitario ed un suo indebolimento in favore della sanità privata. Alla luce delle nostre osservazioni, riteniamo che sia quanto mai opportuno un sollecito riesame del provvedimento».