Internet, nuove tecnologie - Commercio elettronico -  Tonutti Stefania - 28/11/2014

GOOGLE CI METTE A NUDO? CI PENSA L'EUROPARLAMENTO (RIS. B8-0286 del 24/11/14) S.Tonutti

- L'Europarlamento scorpora Google

- Diritti dei Consumatori e  Nuove Tecnologie

- Risoluzione B8-0286 del 24/11/14

 

Oramai l'inchiesta Antitrust europea relativa a Google dura da ben 4 anni.

La multinazionale americana (nata come motore di ricerca nel 1998), è oramai diventata un colosso pervadente ogni sfera dell'esistenza umana: palloni areostatici che permetteranno la diffusione di internet ovunque, auto che guidano da sole, laboratori di ricerca di nuovi farmaci miracolosi,...., insomma, un vero e proprio Grande Fratello mondiale.

Da tutto questo nasce quindi la necessità di creare regole condivise, di dare tutela alla privacy degli utenti e dei fruitori di tali servizi e, soprattutto, di imporre dei limiti ai nuovi mercati digitali.

Google, infatti, attraverso la sua ricerca gratuita, ottiene informazioni sui suoi utenti (gusti, preferenze, hobbies, abitudini, etc.) che utilizza poi per proporre pubblicità e marketing personalizzati.

Francia e Germania hanno quindi fatto una richiesta congiunta alla Commissione Ue, con l'obiettivo di lanciare una consultazione pubblica su cd. "Over the Top" , ovvero Google, Facebook ed altri giganti di internet.

L'EuroParlamento ha perciò, nel frattempo, approvato una risoluzione (non vincolante) con la quale si chiede la separazione dei servizi di ricerca online dagli altri servizi commerciali, sostenendo che tale attività non rispetta le regole di concorrenza e di mercato imposte dall'Antitrust.

Nel documento il Parlamento prende in considerazione, fra i tanti elementi presenti nell'elenco, la Carta dei Diritti Fondamentali (in particolare gli articoli 8, 11, 21 e 38), la procedura 0309/2013 riguardante le misure europee applicabili al mercato digitale, l'Action Plan dell'e – commerce, e le norme a tutela del consumatore.

Richiama gli Stati membri dell'Ue ad un'implementazione delle regole poste a sicurezza del mercato digitale, sostenendo che sarebbe necessario un corretto bilanciamento fra il rispetto delle informazioni personali del cittadino, il controllo che può esercitare su di esse, e la diffusione di un'economia digitale e competitiva fra le diverse aziende.

Il traffico internet dovrebbe svilupparsi equamente, in assenza di discriminazioni e privo di interferenze e/o ingerenze esterne (principi che Google non rispetta).

Si sottolinea, continua la Risoluzione, che la ricerca on-line costituisce una fascia importante del mercato digitale, dando la possibilità di estrappolare, dalle informazioni commerciali primarie, informazioni secondarie di altrettanta importanza: per tale motivo è necessario che questa attività venga tutelata nel rispetto della privacy dell'utente, garantendo a tutti i consumatori il principio di non discriminazione ,il diritto all'oblio ed il diritto della proprietà intellettuale; si invita pertanto a prendere in considerazione proposte volte a separare i motori di ricerca dagli altri servizi commerciali: l'indicizzazione, la valutazione, la presentazione e la classificazione effettuate dai motori di ricerca devono essere imparziali e trasparenti.

Vengono infine richiamati i principi del cloud computing, auspicando che essi vengano rispettati appieno .

Pare che questa risoluzione abbia suscitato parecchio scalpore nel mondo politico americano: i politici Usa hanno accusato la Ue di voler ostacolare e danneggiare l'immagine di Google, dimostrando una totale chiusura nei confronti del mercato mondiale.

Ora non resta che aspettare la Commissione (in allegato il testo, in inglese, della Risoluzione)


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