Cultura, società - Intersezioni -  Redazione P&D - 03/08/2020

Gita al lago - M.R.P.

Io mio marito e i due gatti (la terza è morta in ottobre e il suo posto in auto era desolato) abbiamo fatto una piccolissima vacanza: tre giorni sul lago di Como, sul ramo che volge a mezzogiorno, oltre Lecco, per dirla col Manzoni.
Ne ho tratto qualche fotografia in parole che vi consegno.

I
                    a G.
L’acqua del lago migrava da dove
a dove e viceversa,
lentamente di crepuscolo tinta.
Il pino marittimo custodiva
il viaggio inevitabile.
Come quel pino marittimo,
tu custodisci il viaggio
e con grazia trattieni la tua forza.

II
                    Imparare
Dal capriolo l’immobilità
e l’improvviso scatto
acuto. La luce a scaglie dall’acqua
del lago. Dalle cicale il frinire
d’argento e la benigna
frescura dagli alberi
che assecondano il vento.
Dal vento, sorella *Breva, imparare
a soffiare modulando la forza.
Però soffiare, soffiare. Soffiare.

*nome del vento che sul lago soffia da Nord

III
Le foglie degli ulivi sono mani
scuro il dorso abbronzato
e palme aperte, ma chiare. Più chiare.