Famiglia, relazioni affettive - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 30/08/2020

Figli e figlie

C’è il figlio che non riesce a scongiurare una triste predizione e finirà, malgrado tutto, dapprima per unirsi carnalmente alla propria madre e più tardi per uccidere il proprio padre (Edipo re).

E c’è quello che fugge di casa per unirsi a dei cavalieri splendenti, incurante della disperazione della madre Herzeleide, la quale morrà di mal di cuore (Parsifal).

 

Ci sono le figlie che osteggiano crudelmente il vecchio padre, senza alcun rispetto per la sua canizie e per la sua debolezza mentale (Re Lear); oppure i figli - l’uno depresso, l’altro fallito, un altro ancora sregolato - i quali forzano a tutti i costi i vecchi genitori a prendere decisioni sbagliate (Le correzioni).

C’è la figlia adolescente che, complice un’amichetta, passa il tempo a tendere trappole amorose al proprio padre, con il quale riuscirà una notte a coronare, alfine, i propri sogni morbosi (Appassionata).

E c’è quella che rompe con lo stile di famiglia e organizza a un certo punto un attentato con una bomba, ciò che getterà nella disperazione i suoi cari, soprattutto il padre (Pastorale americana).

 

C’è il congiurato che, in una giornata di marzo, per ragioni politiche, pugnalerà con altri il proprio padre adottivo - deciso ad accrescere sempre più i suoi poteri nel governo di Roma antica (Giulio Cesare).

C’è il figlio, geloso del nuovo legame amoroso della propria madre, che avvelena sia questa sia il di lei amante con la stricnina, precipitando in un viluppo che lo porterà a identificarsi sempre più nella personalità materna, e a commettere in questa veste nuovi delitti (Psycho).

E c’è il giovane ereditiero, egoista e altezzoso, che approfitta dell’ascendente che esercita presso la dolce madre per impedirle di realizzare il sogno d’amore ch’essa coltiva da sempre verso un affascinante uomo, inventore di automobili (Lo splendore degli Amberson).