Malpractice medica - Colpevolezza, causalità -  Annalisa Gasparre - 12/04/2018

Eseguita la prescrizione medica, il paziente muore: ma c’è nesso causale? - Cass. pen. 14033/2018

Un medico somministrava un cucchiaio di olio di ricino a un piccolo paziente affetto da un grave morbo che provoca stipsi; il rimedio, però, provocava subito un episodio di vomito. In seguito – secondo una catena fattuale la cui eziologia costituisce l’oggetto della discussione – il piccolo paziente subiva uno shock ipovolemico e diselettrolitico con conseguente collasso cardiocircolatorio: il nodo della vicenda riguarda la sussistenza o meno del nesso causale tra la prima condotta e l’evento finale, che i giudici negano sussistere.
La sentenza allegata denuncia l’assenza del nesso di causalità tra l’operato dell’imputato e l’evento morte. Sebbene la prescrizione effettuata al paziente sia stata ritenuta, dai periti sentiti nel giudizio di primo grado, «non corretta dal punto di vista sanitario in considerazione delle particolari condizioni di salute del paziente (omissis) trattandosi in ogni caso di un rimedio eccessivo per un bambino di piccola età» nonché «causa prima dell’episodio di vomito avvenuto dopo circa trenta minuti dalla somministrazione del primo cucchi ario dell’olio di ricino», manca un anello alla catena causale. Nessuno dei tecnici ha affermato che la somministrazione abbia accelerato «lo shock ipovolemico e diselettrolitico ed il conseguente collasso circolatorio». Insomma, secondo la Corte è senza dubbio rimproverabile all’imputato la prescrizione di due cucchiai di olio di ricino, così come è pacifico che la terapia somministrata sia connessa all’episodio emetico e al verificarsi dello shock ipovolemico e diselettrolitico, peraltro trattato con successo dopo il ricovero, ma la condotta dell’imputato non è collegata all’evento morte successivo «di cui non costituisce neanche concausa» perché l’evento tipico collegato alla condotta del sanitario è quello di «grave effetto emetico» e di una conseguente disidratazione, eventi, tuttavia, non correlabili, «per espressa indicazione dei periti, a un rischio morte, non ipotizzabile in astratto, né in concreto giustificato dalla tenera età e dalle condizioni del bambino».

In tema di responsabilità del medico, con particolare attenzione al nesso causale, volendo, Gasparre, La colpa penale del medico, II ed., 2018, Key editore. In generale, Todeschini (a cura di), La responsabilità medica, UTET.