Amministrazione di sostegno - Amministratore, poteri, doveri -  Paolo Cendon - 15/10/2020

Esclusività nella rappresentanza in materia sanitaria, no grazie

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Varie  le incongruenze che minaccia, sul piano ermeneutico, un approccio di taglio settoriale.

Esempio ricorrente quello della rappresentanza, in ambito medico e ospedaliero.

 

Due i versanti che stridono tra loro.

Sul terreno dell’amministrazione di sostegno, con riguardo al contenuto del decreto istitutivo: riluttanza, in nome dell’art. 32 della Costituzione, almeno da parte delle Corti più alte, a consentire attribuzioni in via esclusiva di poteri onni-sostitutivi, nel detto settore; salve le ipotesi di palese assurdità/autolesività nelle posizioni espresse, o presumibili per il futuro, da parte del fragile.

 

In sede di disciplina del fine vita, secondo qualche giudice nell’area complessiva della salute tout court:noncuranza nell’ammettere, in linea di principio, una conferibilità all’amministratore di sostegno di investiture anche a vasto raggio, comunque all’insegna dell’esclusività quale esercizio, in campo sanitario e farmacologico; prevalenza accordata in ogni caso alle scelte del gestore, come default gerarchico, nell’eventualità di discordia col beneficiario.