Interessi protetti - Sport -  Rigazio Sara - 05/11/2013

EPPUR SI MUOVE: PRIME APERTURE AL CONTRATTO DI APPRENDISTATO IN LEGA PRO – Sara RIGAZIO

 

L"Accordo Collettivo destinato alle società e ai calciatori professionisti militanti nei Campionati di Lega Pro (ex serie C) – valevole per il triennio 2012-2015 – e sottoscritto da F.I.G.C., Lega Italiana Calcio Professionistico ed Associazione Italiana Calciatori, prevede l"adozione di una serie di misure volte, da un lato, come espressamente richiamato, "al recupero dei valori autentici dello sport del calcio" e, dall"altro,  all"introduzione di una serie di strumenti legislativi a tutela dei giovani atleti[1].

Sotto il primo profilo, l"Accordo si distingue per un forte impegno al contrasto del fenomeno delle scommesse sportive riaffermando il principio della responsabilità oggettiva e dell"obbligo di denuncia; esso rinnova, inoltre, la censura delle pratiche di doping sia come atto lesivo dell"integrità fisica, sia come condotta antisportiva.

Sotto il secondo profilo, l"Accordo prevede – di concerto con le parti – la possibilità di approvare norme che tutelino l"apprendistato sportivo al fine di agevolare, sotto molteplici punti di vista, l"impiego di giovani atleti nelle società calcistiche. L"opportunità di introdurre anche in ambito sportivo il contratto di apprendistato, ridisegnato dalla legge 92/2012 (c.d. legge Fornero)[2] per il resto del mondo del lavoro, era stata accolta con favore già a febbraio dello scorso anno dalla stessa Lega Pro che ne aveva intuiti i numerosi vantaggi, specie in campo fiscale.

L"applicazione del contratto di apprendistato, infatti, comporta la possibilità di derogare al minimo contrattuale (fissato oggi in 18.000 euro l"anno per la Prima Divisione e in 16.000 euro per la Seconda) nonché la facoltà di accedere, più in generale, a sgravi fiscali e contributivi. Nello specifico, la Lega Pro beneficerà – per un periodo prestabilito dall"Accordo – di una rilevante riduzione del cuneo fiscale e di uno sconto sulle ritenute Irpef, concretizzando, dunque, la c.d. defiscalizzazione delle assunzioni, da tempo inseguita da sindacati e associazioni di categoria[3].

Se da un lato, quindi, la novità dell"apprendistato sportivo sembra rappresentare uno strumento efficace – soprattutto per i bilanci dei clubs, già così provati dalla crisi – al contempo essa impone all"interprete alcune riflessioni.

Va osservato, infatti, che il sistema disegnato dalla Lega Pro sembra poggiare su di un processo inverso rispetto al contratto di apprendistato così come previsto dalla legge. Invero, mentre quest"ultima fa discendere gli incentivi economici nei confronti della parte datoriale dalla formazione e dall"occupazione dei giovani, nel caso in esame l"elemento centrale sembra essere costituito, al contrario, proprio dai vantaggi fiscali.

Non si tratta di un dettaglio di scarso rilievo ove si consideri la ratio sottesa al contratto di apprendistato ovvero quella dell"ingresso dei giovani nel mondo del lavoro mediante un processo formativo e professionalizzante che ne costituisce – e ne deve rimanere – il fondamento e l"elemento intrinseco. Se, invece, come quanto dichiarato dalla Lega Pro lascia trasparire, la motivazione delle società sportive nell"assumere giovani atleti risiede quasi unicamente nella possibilità di usufruire di vantaggi fiscali, il sistema dell"apprendistato – almeno nei termini delineati dall"attuale normativa – viene meno.

Piuttosto, occorrerebbe, a nostro avviso, un ripensamento dell"intero impianto normativo con riguardo alla normativa del lavoro sportivo, disciplinata attualmente, com"è noto, dalla legge 91/81. In tal senso, sarebbe opportuna una nuova formulazione in grado di tradurre le attuali esigenze dell"ordinamento sportivo tra le quali rilevano, ad esempio, la figura emergente del c.d. "dilettante professionista", il diritto di sciopero degli sportivi, nonché la tutela dei vivai giovanili e, più in generale, la protezione della salute e la sicurezza degli atleti.

Con riguardo specificamente alla valorizzazione del momento formativo – nella e oltre l"attività sportiva – va peraltro ricordato che tale esigenza trova un puntuale riscontro nell"azione dell"Unione Europea là dove la Commissione ha dedicato particolare attenzione – promuovendo una serie d"iniziative in tal senso – alla necessità di affiancare alla carriera agonistica una preparazione più ampia, in grado di garantire un futuro professionale una volta terminato l"impegno sportivo.

Infine, pur nella consapevolezza che l"attuale congiuntura economica debba assumere un peso influente nelle decisioni manageriali delle società sportive, al contempo non può non rilevarsi che l"attività sportiva in genere, ma ancor più nel caso dei giovani – talvolta giovanissimi – atleti, richiede e pretende da tutti coloro i quali, a vario titolo, operano nell"ordinamento sportivo, una visione più ampia, che sappia coniugare una gestione efficiente con il valore educativo intrinseco allo svolgimento dell"attività sportiva.

 

 



[1] Cfr. Preambolo, Accordo Collettivo 2012-2015, reperibile sul sito ufficiale dell"Associazione Nazionale Calciatori, www.assocalciatori.it.

[2] La legge n. 92 del 2012 è intervenuta anche sulla disciplina del contratto di apprendistato incidendo sul regime della durata, sul numero complessivo degli apprendisti in servizio e sul regime delle conferme dei lavoratori apprendisti. La disciplina generale del contratto di apprendistato è stata recentemente riordinata con il TU in materia - D.Lgs. n 167 del 2011; le novità introdotte dalla l. 92 si innestano dunque sulle disposizioni di tale Testo Unico. Va ricordato, infine, che secondo quanto disposto dall"art.1 del menzionato Testo Unico, il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani, definito secondo tipologie stabilite dalla legge stessa.

[3] Va, peraltro, rilevato che una disciplina simile era già stata prevista dalla legge finanziaria per l"anno 2001 (l. 388/2000), pur rimanendo – di fatto – inutilizzata. Essa prevedeva uno sgravio pari ad un milione di lire, per agevolare l"ingresso dei cosiddetti "giovani di serie".