Diritto, procedura, esecuzione penale - Diritto, procedura, esecuzione penale -  Mattia Sgarbossa - 29/10/2020

E' esente da responsabilità ex D. Lgs 231/2001 la società i cui amministratori abbiano commesso condotte corruttive eludendo con frode il Modello di Organizzazione e Gestione. Decreto n. 603/2019 RGNR Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como

Di grande interesse è il decreto n. 603/2019 RGNR, sotto allegato, con cui il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como ha disposto l’archiviazione del procedimento penale aperto nei confronti di una società indagata ai sensi dell’art. 25, comma II D. Lgs. 231/2001 in relazione ai reati di cui agli artt. 318 (corruzione per l'esercizio della funzione), 319 (corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio) e 321 (pene per il corruttore) del Codice Penale.

Nel caso di specie, il Pubblico Ministero ha constatato, anche tramite l’esame delle dichiarazioni acquisite dall’Organismo di Vigilanza della società indagata, come le predette condotte corruttive fossero state poste in essere con elusione dei controlli e delle procedure aziendali interne.

In particolare è emerso:

- che la decisione e gli accordi circa il pagamento della tangente erano stati assunti in completa autonomia dagli apicali della società, utilizzando somme provenienti dalle proprie disponibilità personali;

- che gli apicali indagati avevano in seguito rassegnato le proprie dimissioni, e che la società aveva così nominato un nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione, estraneo ai fatti;

- che la società era dotata di un idoneo ed efficace Modello di Organizzazione e Gestione ex D. Lgs. 231/2001 che prevedeva, nella parte speciale dedicata ai reati contro la Pubblica Amministrazione, specifiche prassi, procedure e protocolli operativi atti a presidiare il rischio di commissione di condotte corruttive;

- che l’Organismo di Vigilanza della società indagata si era prontamente attivato, alla notizia dell’apertura dell’indagine, per acquisire informazioni e chiarimenti, oltre ai verbali di interrogatorio resi avanti le Autorità Inquirenti;

- che la società si era affidata, per la gestione dell’ispezione da cui è sorta la condotta corruttiva, a un professionista di fiducia, e che persino il Collegio Sindacale era intervenuto relazionando sulla vicenda e disponendo gli accantonamenti necessari al pagamento delle sanzioni.

Rammenta in fine il Pubblico Ministero come la società non possa essere dichiarata colpevole ai sensi dell’art. 6 D. Lgs. 231/2001, nei casi in cui la violazione di una norma del Modello sia la conseguenza del mancato rispetto delle procedure interne, consacrate nel Modello stesso, avvenuto per tramite di condotte elusive e fraudolente perpetrate dai soggetti apicali.

Nella vicenda in esame, pertanto, la società, i cui presidi di organizzazione e controllo sono stati elusi con frode, è stata giudicata esente da colpa.