Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Luigi Trisolino - 22/09/2020

Dopo il referendum: il mio invito democratico e la mia videodichiarazione pluralista

Regioni, ma anche Comuni, Province e Città metropolitane che ai sensi del primo comma dell’art. 114 della Costituzione italiana “costituiscono la Repubblica” insieme allo Stato, programmino ancora più efficacemente la propria sinergia d’azioni in nome della democrazia plurale e pluralista. Plurale, fatta materialmente di tante anime, arricchite attraverso gli interscambi nelle diversità. Pluralista, ossia avente nel proprio DNA regolamentare quei meccanismi saldi e certi di garanzia verso tutte le esigenze socioeconomiche, civili, politiche presenti nell’eterogeneo tessuto geosociale.
Allo Stato è richiesta una incisiva capacità istituzionale di sintesi, attraverso la formulazione di disposizioni normative generali e astratte che calzino i piedi di tutti i cittadini. Questi, scalzi o con sandali consunti ora camminano nel buio ma con un caffè annuale che ristagna in mano. Dopo l’esito referendario costituzionale 2020 è fortemente a rischio questa capacità di sintesi, ed è a rischio non solo per i meccanismi farraginosi derivanti dal bicameralismo paritario di cui la riforma costituzionale non si è occupata, ma è a rischio proprio per l’incapacità ordinamentale di far partecipare tutti, coscientemente, alla vita democratica del Paese.
La capacità di opportuna e bilanciata sintesi da parte dell’ente territoriale sovrano chiamato Stato è a rischio se si guarda ai mix elettorali, e alla fonte non costituzionale delle leggi ordinarie elettorali che godono di una semplice riserva d’assemblea: una assemblea parlamentare che dalla riforma costituzionale di semplicistico taglio orizzontale esce depotenziata.
Non perdiamo le speranze, tuttavia, cittadini che leggete! Quando il giuoco illiberale si fa duro i liberali, trasversalmente e nelle plurime nonché diverse anime di pensiero, aumentano l’estensione e l’intensità della propria cardinalità e del proprio “giuoco”, che socioculturalmente si fa lotta.
In allegato il video della mia breve dichiarazione esortativa, per tutti i cittadini pluralisti, liberi e nonviolenti.