Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 26/10/2020

Distanze, confini e rapporti di vicinato: ancora sull'articolo 879, secondo comma, del codice civile

Fermo restando che, ai sensi dell'art. 879 comma 2 c.c., l'inapplicabilità delle norme sulle distanze consegue soltanto alla destinazione a suolo di strada pubblica - o soggetta a pubblico transito - del terreno interposto tra fabbricati su fondi diversi, mentre ogni altra diversa destinazione o utilizzazione non ha al riguardo rilievo, sempre conseguendo dai principi più volte enunciati - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, la terza edizione del trattato Riccardo Mazzon, "Rapporti di vicinato", Cedam 2018 -, è dunque pacifico come non rilevi, ai fini che ci occupano, la mera destinazione di fatto della strada, necessitando, invece, il provvedimento formale all’uopo normativamente preposto; di più: il provvedimento dev’esser concretamente attuato, non essendo sufficiente, ad esempio, la mera previsione di un piano generale regolatore (o di ricostruzione) o di un programma di fabbricazione.

In altri termini, detta deroga non è riferibile alle costruzioni che si fanno a confine di piazze o vie pubbliche di fatto, comprendendosi in questa nozione anche quei terreni di cui la destinazione, a suolo di piazza o via pubblica, è prevista espressamente - o è anche soltanto implicitamente desumibile - da uno strumento urbanistico dal proposito non attuato, mediante esplicazione della prescritta attività tecnico-giuridica, da parte dell'ente pubblico territoriale competente.

Così, esemplificando, il fatto che sia intervenuta una convenzione, tra un privato e un ente pubblico, per la costruzione di un parcheggio in una determinata area non è, di per sé, elemento sufficiente a conferire natura pubblica alla costruzione stessa, ai fini dell'inapplicabilità della disciplina di cui agli art. 873 e ss. c.c., ove alla convenzione non abbia fatto seguito l'acquisizione del bene al demanio.

Deve risultare, dunque, la concreta attuazione della previsione, vuoi tramite convenzione tra privato e p.a., vuoi tramite procedura espropriativa - anche se non ancora completata definitivamente -, vuoi tramite l’istituto della occupazione acquisitiva: così, per fare un ulteriore esempio, la semplice previsione di una via pubblica nel piano regolatore, non seguita da un decreto d'espropriazione o di occupazione d'urgenza della relativa area, non basta ad escludere l'osservanza delle distanze legali fra costruzioni previste dall'art. 879, comma 2, c.c.; ancora, la previsione, in un piano di lottizzazione approvato dall'autorità comunale, della destinazione di determinate aree a strada, non implica l'immediata modificazione del regime dei diritti immobiliari su dette aree, occorrendo a tale scopo un provvedimento amministrativo ablatorio ovvero una convenzione privata stipulata tra il lottizzante e la P.A.

In argomento necessita tener conto, inoltre, di come la sede autostradale presenti regime ed identità affatto diverse dalle c.d. “pubbliche vie”, ove il privato, concessionario della costruzione e dell'esercizio di un'autostrada, ha diritto di agire in giudizio contro i terzi non solo per chiedere l'osservanza, da parte di questi, delle distanze stabilite dalla legge speciale in tema di costruzioni in prossimità di opere autostradali, ma anche per ottenere la riduzione in pristino.

Più precisamente, il riferimento andava un tempo rivolto all'art. 9 l. 24 luglio 1961 n. 729, oggi abrogato, che disciplinava le distanze da osservarsi in tema di distacchi delle costruzioni dalle opere autostradali, normativa che non poneva alcuna distinzione tra autostrade all'interno dei perimetri urbani e autostrade fuori dai detti centri.

Ulteriormente, quanto alle ferrovie, anch’esse non sono equiparabili alle “pubbliche vie” e, rispetto alle opere ferroviarie, coesistono perciò, in materia di distanze, tanto le disposizioni del codice civile, quando quelle contenute in leggi o regolamenti speciali, rispondendo ciascun sistema normativo ad un diverso scopo.