Varie - Varie -  Marco Faccioli - 15/10/2020

DIGITAL BORN KILLERS

Sono passati quasi trent'anni da “Natural born killers” di Oliver Stone, film culto con Juliette Lewis e Woody Harrelson, per cui è il caso di aggiornare, visti i tempi, da “naturale” a “digitale” l'odierna tipologia degli assassini, o aspiranti tali. Provoca un qual certo brivido lungo la schiena a leggere di una quindicenne di Bassano del Grappa che, per ragioni ancora tutte da accertare, stava progettando, rigorosamente via snapchat, l'omicidio dei genitori. Il piano, prima che si passasse dal chattare al fare, è stato provvidamente sventato da un amico della piccola criminale che, allertato dal tenore e dal contenuto dei di lei messaggi, ha pensato bene di rivolgersi alle Forze dell'Ordine per chiedere aiuto. Il profilo della teen-ager incriminata è quello solito che emerge in simili episodi: studentessa modello, intelligente, garbata, di buona famiglia ...insomma, la classica ragazza perbene (termine quest'ultimo sul quale sarebbe forse il caso che la società iniziasse ad interrogarsi in modo approfondito). Eppure, a leggere le di lei chat con gli amici, è emersa una mente criminale - o apparentemente tale - che aveva un piano ben chiaro e definito su come procedere con l'assassinio dei genitori. Un'immaginazione torbida che avrebbe potuto, chissà, maturare in un duplice omicidio se l'intervento dell'amico non avesse messo fine a quella sequenza di messaggi agghiacciante. Il ragazzo, suo coetaneo, si è rivolto alla polizia, con tanto di screenshot alla mano, nel tentativo di evitare il peggio. Resta ovviamente il dubbio degli inquirenti (e soprattuto dei genitori): lo avrebbe fatto sul serio, o era solo un progetto frutto della sua fantasia? Chi ha letto quei messaggi, assicurano gli inquirenti, ha davvero strabuzzato gli occhi. “Non lo avrei mai fatto'”, è stata la prima cosa che la ragazza ha confessato agli investigatori ...ma vai a sapere come stanno davvero le cose. I genitori sono comprensibilmente sconvolti: “Per noi è tutto così incredibile”, ripetono senza venirne a capo. Dalle chat emergerebbe che nel piano delittuoso fosse coinvolto anche il fidanzatino della ragazza, anche se la sua posizione è ancora tutta da chiarire. “Per il tentato omicidio bisogna essere in presenza di un perfetto piano criminale - spiegano gli inquirenti – e stiamo valutando se le intenzioni omicide della ragazzina siano state incalzate da uno sconosciuto in Rete. Potrebbe esserci un istigatore a cui andrebbe l'intera responsabilità del progetto”. Forse l'ennesimo “'gioco social” finalizzato a condizionare menti fragili affinchè commettano crimini? Non si esclude infatti che la giovane possa essere stata manipolata da qualcuno. Per questo si stanno analizzando il computer e lo smart dell’adolescente, alla ricerca di una setta, di un sito, di una challenge” o di un gruppo che, attraverso sfide sul web e sui social, adesca i giovani per poi portarli a compiere atti di autolesionismo, o a commettere il suicidio o, come in questo caso, a perpetrare l'omicidio dei genitori.