Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 28/10/2020

Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: ratio e natura della regola imposta dal secondo comma dell’articolo 879 del codice civile

I principi assunti acquistano maggior contezza alla luce della ratio sottesa al disposto del secondo comma dell’articolo 879 del codice civile, ratio tesa a valorizzare gli interessi pubblici connessi alla circolazione ed al rapporto fra questa ed il territorio nonché gli edifici circostanti, con conseguente applicabilità - giustificata con l'obbligo, alternativo, di osservare le leggi e i regolamenti riguardanti le piazze e le vie interessate - che non richiede particolare motivazione: l'art. 879, comma 2, c.c., più compiutamente, prevede una eccezionale deroga alla disciplina delle distanze nelle costruzioni e tale deroga discende dalla considerazione che, in presenza di una strada – o piazza - pubblica, non emerge tanto l'esigenza di tutelare un diritto soggettivo privato, quanto quella di perseguire il preminente interesse pubblico ad un ordinato sviluppo urbanistico, che trova la sua disciplina esclusivamente nelle leggi e nei regolamenti urbanistico edilizi.

Ecco perché, ad esempio, un piano di risanamento urbanistico, considerata la sua funzione di recupero e risanamento urbanistico di una zona caratterizzata dall'esistenza di edifici abusivi, potrà legittimamente stabilire, nelle proprie norme di attuazione, il rispetto di una determinata distanza dell'edificio dal ciglio stradale, senza la necessità di una specifica motivazione in ordine alla non applicazione delle diverse disposizioni di cui all'art. 879 c.c. - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, la terza edizione del trattato Riccardo Mazzon, "Rapporti di vicinato", Cedam 2018 -.

Per un ulteriore esempio, si pensi all'art. 41-quinquies, comma 1, lett. c), della l. 17 agosto 1942 n. 1150, in base al quale l'altezza di ogni edificio non può essere superiore alla larghezza degli spazi pubblici o privati sui quali esso prospetta - e la distanza dagli edifici vicini non può essere inferiore all'altezza di ciascun fronte dell'edificio da costruire -: esso contiene due disposizioni distinte ed autonome, delle quali la prima dev’essere considerata legge che riguarda gli edifici a confine con spazi pubblici ai sensi della seconda parte del comma 2 dell'art. 879 c.c. (non invece la seconda, in quanto il limite di distanza da esso prescritta viene determinato esclusivamente con riferimento agli edifici vicini e non anche allo spazio con il quale il costruendo edificio confina: si veda Cass. 24.6.91 n. 7113,GI, 1991, I,1,1310; per un esempio concernente un piano di recupero, si veda T.A.R. Sardegna 11.12.03 n. 1678, FA, 2003, 3658; conformi, in generale: Cons. Stato Sez. IV, 14/12/2016, n. 5264; T.A.R. Liguria Genova, sez. I, 16.2.05, n. 221, FA, 2005, 2. 368).