Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Luigi Trisolino - 05/09/2020

Contro la controriforma: la tutela radicale della democrazia rappresentativa di tutti

Nel mare grande delle diverse voci occorre garantire un adeguato spazio a chi, già sul piano del metodo, si batte da sempre per promuovere e rappresentare le libertà degli individui e le pluralità eterogenee del tessuto sociale, economico e culturale dell’Italia, in Europa e nel mondo.

Nel Belpaese è iniziato ed è ancora in dinamico corso il lungo week-end di banchetti e mobilitazioni radicali del Comitato per il NO alla controriforma in cui il soggetto politico Radicali italiani, ascoltando le preoccupazioni delle persone per le strade di varie città, spiega cosa potrà accadere qualora dovesse vincere il fronte del Si al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020.

Da Roma, Torino, Bari, Cagliari, Cremona, Firenze, Scandicci, Napoli, Pavia, San Benedetto del Tronto, Varese, Bologna, Cuneo, Genova, Milano, Palermo, Pesaro, Perugia, Ravenna, Rieti, Mondovì ed altre città, si alzerà in questi giorni un invito radicale a votare NO per tutelare la rappresentabilità e l’effettività della democrazia italiana. Non si tratta di difendere e conservare gli assetti esistenti, si tratta invece di non farsi ingannare da quella che indicativamente è stata definita una “contro-riforma”, in cui sostanzialmente le minoranze e le aree meno popolose e meno ricche del Paese verrebbero ad essere sotto-rappresentate nelle proprie necessità e specificità.

Venerdì 4 settembre Radicali italiani, Radicali Roma e quindi il Comitato per il NO alla controriforma su viale Marconi a Roma hanno dato inizio ad una mobilitazione straordinaria per promuovere un modello di cittadinanza attiva che non svende la democrazia rappresentativa, e che non baratta per meno di un cappuccino all’anno la possibilità di dare voce a tutte e tutti, in ogni dove e contro ogni aprioristico status di grazia partitocratico. 

Nel materiale distribuito ai cittadini sono state spiegate le ragioni del No. Un No al taglio orizzontale dei parlamentari che diminuisce la rappresentanza degli individui e dei territori senza affrontare i problemi e le inefficienze del bicameralismo paritario; un No nei confronti di un taglio semplicistico e orizzontale che tiene ancora in vita quei meccanismi che permettono alle logiche di potere di continuare ad abusare della decretazione d’urgenza e del voto di fiducia da parte dei governi. Il Comitato per il NO alla controriforma, Radicali italiani, Radicali Roma, facendo riecheggiare quell’indegradabile “conoscere per deliberare”, chiedono che si affronti la questione “riforma costituzionale” senza demagogie e senza populismi. 

Si propone infatti una evoluzione in ottimizzazione del sistema parlamentare italiano. Si vuole un Parlamento con 600 parlamentari eletti in un’unica Camera e la trasformazione del Senato in una camera di rappresentanza delle Regioni e delle autonomie locali, per un assetto parlamentare progressista, efficace ed efficiente, che non sia alterabile da ottiche partitocratiche ed aprioristiche, o da “pasticci” nelle procedure di produzione normativa. 

Ogni cittadino si senta invitato a riflettere, a sentirsi chiamato in causa e a far sentire il proprio peso attraverso lo strumento referendario costituzionale. La partita è ancora aperta per dire NO ad una controriforma intorno alla quale si agitano importanti equilibri di sistema, sotto il profilo della rappresentanza e della qualità democratica. Le coscienze che negli scorsi mesi ed anni sono state messe a dura prova dai populismi demagogici siano come plurime e libere rose rosse, che si schiudono in libertà profumando di democrazia liberale e dignità.