Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 03/08/2020

Confini, distanze e rapporti di vicinato: identificazione del muro di cinta

Il principale requisito atto ad identificare tecnicamente il c.d. muro di cinta (nel concetto va ricompresa la c.d. “recinzione”, anch’esso manufatto essenzialmente destinato a delimitare una determinata proprietà, allo scopo di separarla dalle altre, di custodirla e difenderla da intrusioni) è la sua esclusiva funzione di demarcare e recingere le proprietà limitrofe: con maggior precisione, i requisiti del muro di cinta che, ai sensi dell'art. 878 c.c., non va considerato ai fini del computo delle distanze ed è accomunato ad ogni altro muro isolato che non abbia altezza superiore a tre metri, sono:

(a) l’essere isolato, nel senso che le facce di esso emergano dal suolo e siano distaccate da ogni altra costruzione;

(b) l’essere destinato alla demarcazione della linea di confine e alla separazione e chiusura delle proprietà limitrofe;

(c) l’avere un'altezza non superiore ai tre metri.

Ne consegue, per fare un esempio, che il muro realizzato a confine per la recinzione della proprietà, qualora sia unito - con una platea in cemento realizzata sotto il piano di campagna - ad altro muro edificato a ridosso ed in corrispondenza di esso, perde la natura di muro di cinta per acquistare quella di vera e propria costruzione, da edificarsi nel rispetto delle distanze legali.

Peraltro, l’idoneità a delimitare un fondo e la funzione e l'utilità di demarcare la linea di confine e di recinzione del fondo medesimo possono supplire alla carenza degli ulteriori requisiti, rendendo con ciò applicabile la disciplina prevista dall'art. 878 c.c. e dalle norme di esso integrative, in ordine all'esenzione dal rispetto delle distanze tra costruzioni.

Si può pertanto, concludere - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, la terza edizione del trattato Riccardo Mazzon, "Rapporti di vicinato", Cedam 2018 - che l'esenzione dal rispetto delle distanze tra costruzioni, prevista dall'art. 878 cod. civ., si applica (1) sia ai muri di cinta, qualificati dalla destinazione alla recinzione di una determinata proprietà, dall'altezza non superiore a tre metri, dall'emersione dal suolo nonché dall'isolamento di entrambe le facce da altre costruzioni, (2) sia ai manufatti che, pur carenti di alcuni dei requisiti indicati, siano comunque idonei a delimitare un fondo ed abbiano ugualmente la funzione e l'utilità di demarcare la linea di confine e di recingere il fondo.