Deboli, svantaggiati - Minori, donne, anziani -  Paolo Cendon - 27/09/2020

Chi ha bambini piccoli meglio che non fumi per niente ... non parliamo poi di roba più pesante !!!

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ECCO COSA SUCCEDE OGGI IN ITALIA: DAI QUOTIDIANI ODIERNI

Una bambina di 14 mesi è stata portata in coma al Policlinico San Matteo di Pavia dove i medici le hanno trovato tracce di marijuana nelle urine. Lo riportano i giornali locali. La piccola si è ripresa nel giro di alcuni giorni ed è stata trasferita in una struttura protetta per decisione del Tribunale dei Minorenni di Milano.

Da qualche giorno la bambina non stava bene, poi i genitori, che vivono in Lomellina, l'hanno vista cadere in un sonno sempre più profondo e l'hanno portata in pediatria al San Matteo, dove è arrivata in coma.

Alla scoperta delle tracce di marijuana, i medici hanno avvisato la polizia.

Ed è stata aperta un'inchiesta per accertare le responsabilità. L'ipotesi più accreditata al momento è che abbia raccolto una piccola quantità di cannabis lasciata dai genitori sul tavolo o caduta per terra.

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ECCO COSA PROPONIAMO NOI DI  ‘DIRITTI IN MOVIMENTO’ NELLA PROPOSTA DI MODIFICA DEL CODICE CIVILE, ATTUALMENTE  ALL’ATTENZIONE DEL TAVOLO NAZIONALE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON FRAGILITA’:

E’ IL C.D. “PATTO DI RIFIORITURA”

SE CI DATE UNA MANO ANCHE VOI GRAZIE !!!

Viene ulteriormente inserito un ultimo comma nell’art. 411 c.c. volto ad apprestare una protezione sostitutiva, ove occorra, nell’interesse esclusivo del beneficiario.

Ci si riferisce ai casi in cui la persona versi in condizioni non stricto sensu ‘psichiatriche’, che autorizzino/richiedano un intervento sanitario obbligatorio, ma risulti comunque priva di sufficiente o adeguata consapevolezza critica riguardo alla propria condizione patologica e alla conseguente necessità di compimento di determinati atti necessari alla protezione sua e/o di familiari.

Tale comma prevede, pertanto, che in caso di dissenso tra amministratore di sostegno e beneficiario  circa gli atti da compiere, il giudice tutelare – previa audizione del beneficiario, svolti i necessari accertamenti allorché sia emersa una insufficiente o inadeguata consapevolezza critica, presso quest'ultimo, intorno alla propria condizione patologica  – possa assumere con decreto motivato gli opportuni provvedimenti, compresa l’autorizzazione all'amministratore di sostegno a fare luogo comunque al compimento dell’atto, superando anche con mezzi coercitivi quel dissenso.

La disposizione stabilisce ulteriormente che qualora si tratti di atti, accertamenti, terapie o interventi di natura o contenuto sanitario, il provvedimento del giudice dovrà conformarsi ad una serie di principi volti a garantire al beneficiario il rispetto delle  prerogative fondamentali di cui agli artt. 13 e 32 Cost.

Si tratta dei seguenti principi:

  1. a) verificare se il rifiuto, totale o parziale, o la revoca del consenso agli accertamenti diagnostici o ai trattamenti indicati per la patologia o a singoli passaggi del trattamento stesso, non risulti in concreto espressione di appropriate capacità e volontà, da parte del beneficiario, in ordine alla salvaguardia del proprio equilibrio esistenziale, dovendosi in tal caso riconoscere alle stesse attenzione e tutela prevalenti;
  2. b) riconoscere e rispettare in generale i bisogni, le aspirazioni e i valori del beneficiario;
  3. c) procedere solo quando l’assenza di un determinato intervento rischi di pregiudicare gravemente la salute  dell’interessato e minacci contestualmente il benessere dei suoi familiari, della parte dell'unione civile o del convivente;
  4. d) evitare che risulti  compromessa oltre il minimo necessario, nella forma e  nella sostanza, la libertà personale del beneficiario;
  5. e) coinvolgere quest’ultimo, quanto più possibile, nella pianificazione e nell’aggiornamento dei piani terapeutici, trattamentali e di assistenza.