Diritto tributario - Riscossione -  Laila Perciballi - 13/08/2020

Cartella esattoriale: annullamento della cartella con condanna solidale dell’ente creditore e dell’agente di riscossione, con anche i danni equitativamente determinati per il cittadino opponente. parola del Tribunale di Roma 11504 del 2018

A seguito dell’intervenuto annullamento della cartella esattoriale opposta da parte del Giudice di Pace di Roma, l’Agente di Riscossione faceva appello lamentando l’erroneità del giudicante nella condanna solidale alle spese di giudizio. Ebbene, costretto alla difesa anche nel giudizio di gravame, la cittadina vedeva confermare l’annullamento della cartella esattoriale per intervenuta prescrizione dovuta al trascorrere di oltre 5 anni dalle asserite infrazioni del codice della strada con condanna dell’Agente della Riscossione sia alle spese di lite sia a risarcire l’appellata a mille euro di danni per lite temeraria. Ebbene, una bella lezione per la Pubblica Amministrazione che, come si legge in sentenza, ha omesso il doveroso controllo finale sulla legittimità del credito quando lo ha posto in esecuzione in violazione dei principi imposti dalla stessa Costituzione all’articolo 97. Ovviamente da ciò discende che la responsabilità del concessionario è pur sempre correlata ad un negligente svolgimento dell’attività sia propria che delegate e di conseguenza deve essere riscontrabile una omissione in controlli doverosi. In merito alle spese processuali, la Cassazione ha ribadito il principio secondo cui l’agente deve “rispondere nei confronti dell’opponente vittorioso, anche delle spese processuali”. Ed ancora, il Tribunale di  Roma 11504 del 2018 ha condannato al pagamento di una somma equitativamente determinata in favore dell’appellata di euro 1000/00, oltre alle spese di giudizio.