Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Luca Leidi - 01/12/2020

Cancellazione volo causa CoViD

Ahimé, in questo particolare anno 2020 travolto dalla emergenza epidemiologica CoViD, a coloro che hanno la adorabile passione di viaggiare nel mondo, come lo scrivente, sarà capitato di ricevere dalla Compagnia Aerea una comunicazione di cancellazione del volo.

Di lì una serie di problemi:

  • Ho diritto al rimborso dei biglietti? Se si, in danaro o con voucher?
  • Che cosa devo fare?
  • Mi hanno cancellato solo il volo di andata, che succede al volo di ritorno (o viceversa)?
  • La Compagnia non mi ha risposto nonostante sia passato notevole tempo, come mi devo comportare?

A questi quesiti si cerca di dare una risposta semplice nel presente contributo.

1. Restituzione somme versate

Non potendo esserci il servizio (oggetto del contratto di trasporto[1]) del vettore, di conseguenza non deve neanche esserci la controprestazione (ossia il pagamento del prezzo) del passeggero.

Tuttavia, per prassi il pagamento del prezzo del biglietto da parte del passeggero viene effettuata in anticipo – anche di molto – rispetto alla prestazione della Compagnia, e dunque del volo.

Al fine di riottenere la propria prestazione, il passeggero dovrà invocare le norme circa la risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta (art.1463 c.c.)[2], e dunque di un evento successivo, imprevedibile o inevitabile che impedisce al contratto di essere portato a buon fine.

È evidente infatti come, nel caso di cancellazione del volo per CoViD[3], il contratto di trasporto si sia risolto automaticamente per “impossibilità sopravvenuta”, ossia per una causa che non era prevedibile al momento della stipula del contratto e, soprattutto, che non dipende da colpa di contraente alcuno.

La conseguenza principale sarà quella di dover restituire la prestazione già eseguita[4]: in questo caso, tale dovere sorge in capo alla Compagnia Aerea, la quale dovrà restituire la somma che avrà ricevuto dal passeggero per il prezzo dei biglietti aerei.

2. Danaro o voucher?

Ho letto spesso che in caso di risoluzione del contratto causa CoViD, il prestatore dell’obbligazione divenuta impossibile offra un voucher (consistente in un buono di uguale importo al versato da spendere per altro servizio presso il medesimo fornitore) al posto di restituire le somme in maniera pecuniaria.

Tale prassi, però, è contro la legge (europea ed italiana), la quale invece prescrive la restituzione della prestazione con adempimento avente medesima natura.

In altre parole, la Compagnia Aerea dovrà restituire il prezzo versato dal passeggero esclusivamente sottoforma di danaro.

Rilevo, però, una prassi utilizzata da alcune società che merita condivisione.

Queste accompagnano la comunicazione di cancellazione con un voucher, perlopiù avente scadenza dopo un anno. Nella medesima comunicazione fanno presente:

  • L’allegazione del voucher di pari importo a quello versato per la prestazione divenuta impossibile;
  • La specificazione che la scelta tra l’utilizzo del voucher ed il rimborso in danaro spetta esclusivamente al cliente, il quale dovrà comunicare la propria diversa volontà di usufruire del rimborso;
  • (solo alcune) L’ulteriore specifica che alla scadenza del voucher, il cliente potrà richiedere comunque la restituzione delle somme versate nella forma del danaro.

Oggettivamente, tale prassi è assolutamente da condividere poiché lascia libera scelta ed ampia discrezionalità al cliente.

3. Cancellazione di un solo volo

Nei casi trattati occorsi allo scrivente si nota come la Compagnia Aerea comunichi la cancellazione causa CoViD di una sola tratta aerea. E l’altro volo?

A ragionamento, si dovrebbe intendere che l’unico volo cancellato sia quello comunicato, mentre l’altro (quello di andata o ritorno) si terrà regolarmente.

La domanda è mal posta.

Il passeggero, infatti, deve porsi la seguente questione: presa coscienza del volo cancellato, ho ancora interesse ad usufruire del volo – di fatto – rimasto valido?

Esempio: Tizio comprò un volo andata-ritorno da Milano a Valencia per passare un fine settimana in compagnia dei suoi amici. Successivamente, la Compagnia Aerea comunicò la cancellazione del volo di andata. In tale caso, con ogni probabilità il passeggero non avrà interesse alcuno ad effettuare la tratta di ritorno (da Valencia a Milano). Cosa deve fare?

Orbene, anche in tal caso sovviene da un lato la normativa europea (la quale espressamente prescrive la “unicità del contratto di trasporto”)[5], e dall’altro la normativa italiana (ex art.1464 c.c. circa la impossibilità parziale)[6].

Dunque, in generale, si può ben asserire che la cancellazione di un volo travolga l’intero contratto di trasporto, andando a risolvere – sempre per impossibilità sopravvenuta – anche il volo rimanente.

L’unico “peso” che il passeggero dovrà sopportare è quello dello specifico onere di comunicazione.

Infatti, se usualmente la conferma della volontà di richiedere il rimborso del biglietto del volo cancellato può essere manifestata direttamente cliccando un “link” nella email di comunicazione della Compagnia Aerea, per il volo rimasto operativo, invece, si dovrà scrivere apposita comunicazione.

4. Tempi di riscontro della Compagnia Aerea

Non esistono dati concreti circa il tempo di risposta, soprattutto in un anno come questo dove – si può presumere – tali richieste siano all’ordine del giorno ed il numero considerevole.

Tuttavia, è appena il caso di ricordare:

- la legge europea prevede “al passeggero deve essere offerta la scelta tra: il rimborso entro sette giorni (…) del prezzo del biglietto (…)”;

- le norme “interne” della Compagnia, generalmente pubblicate sul sito della medesima, che sanciscono un termine di risposta per essa.

Rimane inteso che, in questi casi, il passeggero debba comprendere – ma non troppo – la particolare situazione ed agire sempre con correttezza e buona fede.

Ciò detto, si deve rilevare come le Compagnie debbano comunque al passeggero un dovere di assistenza, buona fede e obbligo ex lege di rimborso in tempi ragionevoli; inoltre, esse detengono – ingiustamente – danaro[7] che non appartiene loro, ma della cui liquidità possano giovare.

5. Mancata restituzione del danaro

Se, dopo del tempo, la Compagnia Aerea persista nel trattenere i soldi versati oppure, come non di rado capita, ometta di rispondere alle richieste del passeggero, allora si potrà valutare l’opportunità di intraprendere una vera e propria causa.

Preliminarmente, però, si deve avere ben conoscenza della Legge n.70/2020.

Essa, infatti, ha introdotto il comma 6-ter all’art.3 D.L. n.6/20, prevendendo la mediazione obbligatoria quale condizione di procedibilità della domanda per il contenzioso causato dall’emergenza CoViD-19.

Per tale ragione, si deve ritenere che non si può proporre la causa innanzi al Giudice se prima non si è tentata almeno la convocazione della mediazione presso un organismo di mediazione accreditato.

La mediazione può concludersi in maniera positiva oppure con verbale negativo. In questo secondo caso, non rimarrà altro che proporre domanda giudiziale di restituzione somme, oltre interessi dal giorno della domanda, al Giudice di Pace o al Tribunale competente.

Avv. Luca Leidi del Foro di Milano

 

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[1] Ai sensi dell’art.1678 c.c., tale è il contratto con il quale “il vettore si obbliga, verso corrispettivo, a trasferire persone o cose da un luogo a un altro.”.

[2]Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell'indebito.

[3] La Legge, infatti, vieta la libera circolazione delle persone per contrastare il fenomeno di divulgazione del virus (ex plurimis, DPCM).

[4] Ulteriore conseguenza è la liberazione del contraente obbligato alla prestazione divenuta impossibile (nel caso de quo, la Compagnia Aerea non dovrà più operare il volo venduto e divenuto impossibile).

[5] Sul punto, si veda la Commissione Europea a più riprese.

[6]Quando la prestazione di una parte è divenuta solo parzialmente impossibile, l'altra parte ha diritto a una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta, e può anche recedere dal contratto qualora non abbia un interesse apprezzabile all'adempimento parziale.”.

[7] Si intende - e si deve pensare - al danaro versato dai passeggeri dei voli cancellati.