Giustizia civile - Generalità, varie -  Redazione P&D - 01/10/2020

Brevi note in tema di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza di primo grado - Agostino Bighelli

Il provvedimento che si allega (ordinanza della Sezione Lavoro della Corte d'Appello di Venezia del 19.08.2020) è occasione per condividere alcune brevissime considerazioni in tema di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza di primo grado.
In primo luogo il Collegio, dopo aver ritenuto sussistente l'elemento del fumus (peraltro con argomentazione criticabile, e lo si vedrà in seguito), allarga l'indagine anche al requisito del periculum.
Almeno implicitamente, pertanto, la Corte d'Appello si pone in continuità con l'orientamento che subordina l'accoglimento dell’istanza di sospensione alla ricorrenza di entrambi i presupposti previsti dall’art. 283 c.p.c.,quindi sia del fumus che del periculum (in tal senso anche App. Venezia, 17.02.2014 in www.ilcaso.it e App. Milano, Sez. Impr., 05.04.2017 in Le Società n. 3/2018, pg. 339).
 
Il Collegio così giustifica l'accertamento in ordine al primo requisito: "...considerato che la controvertibilità, anche in fatto, delle questioni oggetto di gravame determina la sussistenza del presupposto del fumus boni iuris".
 
Tale motivazione appare invero discutibile, per la semplice ragione che ogni gravame proposto avverso una sentenza di primo grado comporta un certo grado di opinabilità e discutibilità delle questioni fatte oggetto di giudizio.
Semplificando all'estremo, pertanto, potremmo dire che seguendo tale indirizzo ogni appello porta con sé un fumus rilevante ai fini dell'art. 283 c.p.c.
 
In relazione al periculum, invece, i giudici del lavoro affermano che l'offerta di adeguata fideiussione ad opera del datore di lavoro condannato in primo grado è idonea ad integrare le richieste dell'art. 431 c.p.c. ai fini della sospensione dell'esecuzione.
 
Anche in questo caso, l'orientamento sposato dalla Corte d'Appello lagunare non può essere condiviso sic et simpliciter, in quanto in tal modo viene troppo facilmente frustrato il senso della riforma operata nel 1990 alla materia della esecuzione provvisoria in grado di appello, per cui oggi il principio generale (rectius la regola) sancito dall’art. 282 c.p.c. nel nostro ordinamento è quello della immediata esecutività della sentenza di primo grado mentre la sospensione della sua efficacia esecutiva è solo l’eccezione, ed a ciò consegue una interpretazione restrittiva dell’art. 283 c.p.c.