Responsabilità civile - Responsabilità civile -  Agostino Bighelli - 26/10/2020

Ancora in tema di responsabilità ex art. 2051 c.c. - nota a Trib. Verona, n. 1655/2020

Con la sentenza che si annota il Tribunale di Verona (Sez. I Civ. del 26.10.2020) si pronuncia in materia di responsabilità dell’ente pubblico per danno da cose in custodia (art. 2051 c.c.).

Esclusa la sussistenza del “caso fortuito” (anche sotto forma di condotta del soggetto danneggiato), il Giudice scaligero accerta la responsabilità del Comune per il sinistro verificatosi in danno della ciclista, caduta a terra a causa di una buca presente sul manto stradale, e condanna l'ente pubblico al conseguente risarcimento richiamando -dandovi applicazione- alcuni principi consolidati in materia:

  • «il criterio di imputazione della responsabilità fondato sul rapporto di custodia ex art. 2051 c.c. opera in termini rigorosamente oggettivi e quindi impone al danneggiato di provare il solo nesso di causa tra la cosa in custodia ed il danno, nonché l'esistenza di un rapporto di custodia, mentre il convenuto deve dimostrare l'esistenza di un fattore estraneo idoneo ad interrompere il nesso di causalità (il caso fortuito), in presenza del quale si esclude la responsabilità del custode»;
  • «In particolare l'ente proprietario d'una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell’art. 2051 c.c. per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l'utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo».

In punto di liquidazione del danno, pur versandosi in ipotesi di invalidità c.d. “micro-permanente” il Giudice ha correttamente applicato le Tabelle del Tribunale di Milano essendo la fattispecie estranea alle controversie richiamate dall’art. 139 D.Lgs. n. 209/2005 (Codice delle Assicurazioni Private).

La quantificazione monetaria del complessivo danno non patrimoniale, tuttavia, è stata effettuata applicando puramente e semplicemente il valore-punto tabellare, considerandovi ricompresi in esso sia i risvolti dinamico-relazionali sia le compromissione di natura morale.

Una (modesta) critica a tale orientamento è già stata sviluppata in un precedente intervento apparso sul portale Persona e Danno (cfr. Agostino Bighelli, Risarcimento danni da sinistro stradale - Nota a Trib. Verona, n. 1559/2020 in www.personaedanno del 14.10.2020) al quale pertanto si ritiene di poter rinviare.