Diritto, procedura, esecuzione penale - Reato -  Redazione P&D - 19/10/2020

Ancona, verdetto ribaltato per stupratori assolti perchè la vittima "era mascolina"

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In primo grado erano stati condannati, ma poi il collegio giudicante di sole donne aveva accolto le tesi della difesa, secondo cui i rapporti erano consensuali. Ora accolto il ricorso della parte civile e della procura generale del capoluogo marchigiano
La Corte d'appello di Perugia ha ribaltato la decisione della stessa corte di Ancona, dopo rinvio in Cassazione, e gli stupratori vengono condannati. Ad Ancona, infatti, due giovani sudamericani erano stati assolti dall'accusa di aver stuprato una ragazza peruviana a Senigallia, con un verdetto che faceva riferimento all'aspetto fisico della vittima che, nelle motivazioni della difesa, "sembrava un maschio" e quindi non sarebbe stata attraente da giustificare un interesse sessuale.
La decisione della Corte d'appello marchigiana aveva fatto scalpore, anche perché il verdetto era stato pronunciato da tre giudici donne. Gli imputati in primo grado erano stati condannati a cinque e tre anni per violenza sessuale, ma tra le motivazioni per l'assoluzione la sentenza d'appello diceva: "la ragazza neppure piaceva, tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo "Vikingo" con allusione a una personalità tutt'altro che femminile quanto piuttosto mascolina". Poi la chiosa: "Come la fotografia presente nel fascicolo processuale appare confermare".