Amministrazione di sostegno - Beneficiario, poteri, diritti -  Andrea Castiglioni - 11/07/2017

Amministrazione di sostegno e accettazione tacita di eredità - Giudice tutelare di Vercelli, 03.03.2017

Il Giudice tutelare di Vercelli ha statuito in materia di acquisto di eredità tacito da parte di un beneficiario di amministrazione di sostegno.
Il decreto di nomina prevedeva poteri di assistenza ex art. 405, co. 5, n. 4, c.c.atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno»).
Tra gli atti indicati vi erano atti di gestione patrimoniale che, nel caso di specie che vedeva la beneficiaria unica erede in una successione legittima, avrebbero comportato l’acquisto tacito di eredità in quanto atti «che presuppongono necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede» (si trattava di riscuotere valori mobiliari presso un istituto bancario).
L’istanza posta all’attenzione del Giudice tutelare ha ad oggetto l’autorizzazione a compiere un atto che comporterebbe l’acquisto di eredità tacito, e quindi vengono posti in luce i presupposti e le condizioni affinché ciò possa realizzarsi.
L’istanza viene accolta.
Non vi è ragione inibire ad un beneficiario di diventare erede con accettazione tacita.
Il beneficiario non è assolutamente paragonabile all’interdetto, sicché non è applicabile l’art. 471 c.c., consente agli interdetti l’acquisto di eredità ma solo con beneficio d’inventario.
Inoltre, imporgli l’accettazione espressa come unico modo significa costringerlo, iniquamente, a sopportare i costi della redazione per atto pubblico (dato che, nella quasi totalità dei casi, quando taluno decide di accettare espressamente si reca dal notaio, soprattutto quando c’è di mezzo un patrimonio mobiliare di obbligazioni o conti correnti).
Tuttavia, se l’atto negoziale richiede la partecipazione dell’amministratore, è necessaria la previa autorizzazione del Giudice tutelare. Ebbene, dato che questi deve pronunciarsi sul merito, è opportuno illustrare nell’istanza le caratteristiche del caso di specie, dalle quali si possa trarre la conclusione che l’atto in questione porterebbe giovamento al beneficiato. Quindi è necessario illustrare la consistenza del relitto e l’eventuale esistenza di debiti.
La mancata informazione al giudice che l’atto di cui si chiede l’autorizzazione comporta accettazione tacita, ovvero la mancata o parziale informazione sulle caratteristiche della successione, comporta annullabilità dell’atto (art. 412 c.c.). Evidentemente con effetto retroattivo, in deroga al principio secondo cui semel heres, semper heres.
Viene esclusa la possibilità che l’atto possa essere trascritto (art. 2648, co. 3, c.c.), dato che le norme sulla trascrizione sono poste a presidio dell’ordine pubblico e sono insuscettibili di applicazione analogica.