Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 22/07/2020

Acquisto della proprietà: occupazione di fondo attiguo e azione diretta a far valere l'obbligazione indennitaria

 L’azione diretta a far valere l'obbligazione indennitaria ex art. 938 c.c., in quanto diretta a disciplinare, su basi obiettive, i contrapposti interessi del costruttore di buona fede e del proprietario del suolo, può utilmente essere invocata, nell’inerzia del costruttore, anche dal proprietario del suolo; in detta, ipotesi, peraltro, ai fini dell'accoglimento della domanda, è necessario che questi richieda anche l'acquisto coattivo della proprietà del medesimo suolo in favore del costruttore convenuto: infatti, in tema di accessione invertita, la condanna del costruttore al pagamento dell'indennità, pari al doppio del valore della superficie occupata, presuppone la pronuncia, costitutiva, con la quale il giudice gli attribuisce

“la proprietà dell'edificio e del suolo occupato” (Cassazione civile, sez. II, 14/02/2017, n. 3899, Giustizia Civile Massimario 2017, Foro it. 2017, 7-8, 2427, Guida al diritto 2017, 12, 93).

Peraltro, in argomento, si tenga conto di come il privato non possa rinunciare (abdicare) unilateralmente al proprio diritto di proprietà su un fondo già occupato dalla pubblica amministrazione, del quale poi non si completi l'espropriazione- si veda, amplius, Riccardo Mazzon, Usucapione di beni mobili e immobili, terza edizione, Rimini 2020 -.

Difatti, il trasferimento della titolarità del bene in mano pubblica può essere determinato solo dall'emissione del decreto di acquisizione sanante di cui all'articolo 42-bis del testo Unico delle espropriazioni, con cui lo stesso ente pubblico regolarizza un iter espropriativo fondato su un atto nullo o illegittimo: conformemente a tale assunto, T.A.R. Torino, sez. I, 28/03/2018, n. 368 (Guida al diritto 2018, 18, 34, Guida al diritto 2018, 18, 14) aggiunge che ammettere l'ipotesi contraria, cioè il diritto ad abdicare alla proprietà del bene compresso, comporterebbe concreti pericoli per la finanza pubblica, comportando il rischio per la pubblica amministrazione di acquisire diritti di proprietà su beni di cui dovrà poi sostenere i costi e i rischi di manutenzione e custodia, senza più ricavarne gettito fiscale; e, per i giudici amministrativi, contrariamente a quanto affermato nella dottrina civilistica, nel nostro ordinamento giuridico la rinunzia abdicativa a un diritto reale può ritenersi consentita solo nei casi tipici previsti dal codice civile, tra i quali non è inclusa la rinunzia al diritto di proprietà esclusiva su bene immobile.

Si consideri anche, in argomento, Corte appello Cagliari, sez. I, 09/04/2018, n. 302, laddove afferma che, “emergendo che le aree interessate al prelievo degli inerti ed alla sistemazione idraulica del rio fossero esattamente le stesse e prevedessero un'analoga sistemazione idraulica del corso d'acqua, si impone il rigetto della domanda dell'attrice in quanto i lavori eseguiti successivamente al decreto di occupazione d'urgenza sulle aree per cui è causa non hanno determinato alcuna irreversibile trasformazione dei luoghi, presupposto di fatto dell'istituto dell'accessione invertita in forza del quale è stata spiegata la domanda di risarcimento dei danni oggetto del presente giudizio: non sussistendo l'irreversibile trasformazione del fondo, per l'operatività del meccanismo dell'accessione invertita e quindi non essendosi verificata la perdita del diritto di proprietà e il correlato acquisto di detto diritto, la domanda di risarcimento dei danni della parte attrice proposta in primo grado, fondata sull'anzidetta perdita, deve essere rigettata, dovendosi così riformare l'impugnata sentenza”.