Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 28/09/2020

Accreditamento sanitario e cooperative sociali – Tar Campania 3945/2020

Il Tar Campania, sez. V, con sentenza 21 settembre 2020, n. 3945, si é espresso su un tema assai delicato nel contesto dei servizi di welfare socio-sanitari, segnatamente, l’istituto giuridico dell’accreditamento c.d. istituzionale.

Il caso prende avvio dal ricorso presentato da un consorzio di cooperative sociali che è risultato escluso da una procedura di gara indetta da un’Azienda Sanitaria Locale per l’affidamento del Servizio di Cure Domiciliari, di I e II livello, in quanto le consorziate indicate per l’esecuzione non erano accreditate ex art. 8-quater della L. 30 dicembre 1992, n. 502, forma di autorizzazione questa posseduta dal solo consorzio.

Il Consorzio in argomento ha censurato la decisione di esclusione in quanto ha ritenuto dimostrato il possesso del requisito speciale dell’accreditamento in capo al Consorzio – considerabile l’unico interlocutore della stazione appaltante, in quanto rientrante nella tipologia di cui all’art. 47, secondo comma, lett. b) D.lgs. 50/2016. Conseguentemente, a giudizio del consorzio ricorrente, non era necessaria nessuna ulteriore dimostrazione in capo alle cooperative indicate per l’esecuzione del servizio.

I giudici amministrativi campani hanno rigettato il ricorso sulla base delle seguenti considerazioni:

-) l’accreditamento delle singole strutture partecipanti al consorzio era richiesto dalla lex specialis;

-) l’accreditamento rappresenta il titolo “abilitativo” per erogare prestazioni sanitarie (e socio-sanitarie, laddove queste siano previste) “in nome e per conto” del servizio sanitario pubblico;

-) conseguentemente, l’operatore economico privato, ammesso nel sistema, acquista la qualifica di soggetto erogatore di un servizio pubblico: tale qualifica – come recentemente ribadito dalla Cassazione civile, sez. unite, 15 aprile 2020, n.7838, contempla l’assoggettamento dell’operatore privato alla giurisdizione della Corte dei Conti per il danno cagionato in regime di accreditamento;

-) la natura dell’accreditamento è ibrida: esso autorizza, abilita e concede al soggetto privato di essere immesso nel sistema pubblico di protezione socio-sanitaria;

-) il rapporto pubblico-privato che si instaura tra pubblica amministrazione e soggetto privato accreditato deve considerarsi conformato da finalità pubblicistiche che, pertanto, derogano alla normativa ordinaria.

Alla luce di quanto sopra espresso, il Tar Campania ha ritenuto che il requisito specifico richiesto dalla normativa per essere ammessi/immessi nel servizio sanitario nazionale (regionale) non può difettare in capo a tutti i soggetti che, anche se riuniti in aggregazione (il consorzio, nel caso di specie), sono responsabili dell’erogazione delle prestazioni socio-sanitarie.

Si tratta di una sentenza che conferma il particolare valore dell’accreditamento, quale titolo abilitativo, autorizzatorio e concessorio che, come tale, funge da prerequisito essenziale per l’accesso all’erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari, in una logica di stretta correlazione con i fabbisogni regionali e quindi con la relativa programmazione degli interventi.