Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 17/11/2020

15 – L’interdizione da abrogare Persone fragili, diritti civili

Non sempre basterà, per uscire dalle tenebre, qualche ritocco sociale, culturale.

Vi sono svolte cui porre mano legislativamente, con fermezza; comunque sul piano della law in action, nel più breve tempo possibile.

Andrà abrogato anzitutto l’istituto dell’interdizione. Ne abbiamo già parlato sopra.

Una misura risalente – è noto - ai tempi delle code civil, due secoli fa; introdotta per rassicurare le famiglie alto-borghesi della Francia preindustriale, spaventate dall’esistenza nel proprio seno di un congiunto bizzarro, a livello mentale.

Il sostanziale annichilimento del destinatario, allora, mediante il diritto privato; la sottrazione di ogni libertà di manovra.  Scongiurare le minacce al patrimonio di casa, ecco il fine, bandire gli intralci al mercato generale dei beni: una sorta di morte civile, amen per il destino, per la coscienza e la dignità dell’interessato. 

Oggigiorno? Un reliquato incompatibile – ecco il giudizio quasi unanime - con la Convenzione sulla disabilità del 2006; superfluo ormai quale ricovero, stante l’odierna vetrina normativa. Simbolo di fondali estranei alla nostra Costituzione, condannati dalla migliore psichiatria.

Un’icona da ammainare già idealmente, per motivi igienico-culturali; pensando all’ordinamento del terzo millennio, alla sua coerenza e purezza d’insieme.