Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 16/11/2020

14. – C’è anche Kafka --- Persone fragili, diritti civili

Così di seguito.

 Non sarà fragile lo spastico, il sordomuto, il paraplegico avvolto in coltri idonee a valorizzare, al meglio, quanto il soggetto è in grado di offrire, di compiere.

 Non il neo-scarafaggio – che il giorno prima era un uomo normale, Gregor – qualora in casa lo trattino ancora come un figlio, come un fratello.

Non la donna incinta, vittima di afflizioni psico-somatiche, che il consultorio di quartiere sappia guidare però, sino al momento del parto, anche nei mesi successivi, con scrupolosità.

Non   sarà debole l’alcolista grave accolto in un centro che si prenda, continuativamente, cura di lui. Né il gay messo in condizione di accompagnarsi a qualcuno, alla luce del sole, di optare per un regime di comunione, di non testimoniare ai processi contro il suo compagno.

  Né il detenuto ospite di una prigione con celle adeguate, servizi di biblioteca, bagni puliti, contatti periodici, possibilità di tenerezze incluse, rispetto al mondo esterno; quello incoraggiato   a organizzare quartetti d’archi dentro le mura, a diplomarsi, ad allevare uccellini.